Spreco alimentare in Italia

Spreco alimentare: una giornata per combatterlo

By Sara Salerno – Circular Economy Analyst at Tondo

Versione Italiano

Oggi, 5 Febbraio, è la Giornata Nazionale per la prevenzione dello spreco alimentare ormai arrivata alla sua ottava edizione. È stata istituita nel 2014 quando su iniziativa dell’agroeconomista Andrea Segrè, coordinatore del Piano Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare (PINPAS) del Ministero dell’Ambiente, vennero convocati gli Stati generali della filiera agroalimentare italiana. Ed è da allora che questa giornata è stata inserita nella Campagna Spreco Zero. Ogni anno in questa occasione l’Osservatorio Waste Watcher, ideato da Last Minute Market e sviluppato con la partnership di SWG, presenta i risultati annuali dei monitoraggi condotti a livello nazionale sullo spreco alimentare domestico e sulle abitudini che gli Italiani hanno rispetto all’utilizzo del cibo.

L’Osservatorio Waste Watcher, che ormai è diventato un punto di riferimento sia a livello nazionale che europeo, fornisce strumenti di comprensione delle dinamiche sociali e comportamentali che sono alla base della generazione dello spreco alimentare all’interno dei nuclei famigliari. Gli studi condotti dall’Osservatorio consentono, difatti, di produrre conoscenza, cultura e supporto per la progettazione di attività pubbliche o private mirate alla riduzione dello spreco che si perpetua all’interno delle mura domestiche. Lo spreco alimentare è infatti un tema fondamentale che risulta avere un impatto trasversale su economia, società e ambiente.

Secondo il Food Sustainability Index in Italia buttiamo in media ogni anno circa 65 Kg a testa di alimenti. Tuttavia, secondo i dati pubblicati nel rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher del 2020 lo spreco alimentare degli Italiani ha subìto per la prima volta un calo del 25% rispetto all’anno precedente: infatti si è passati da gettare settimanalmente 6,6€ a 4,9 €. Questo calo si é tradotto in un risparmio di circa 1 miliardo e mezzo su tutto il territorio nazionale, a riprova che i piccoli cambiamenti nella vita del singolo cittadino possono avere impatti importanti.

L’indagine condotta dall’Osservatorio a gennaio 2020 su un campione di 1200 individui ci dice che la consapevolezza degli Italiani per quanto riguarda lo spreco alimentare nelle proprie case é iniziata a crescere (ca. il 66% dei rispondenti) e il 40% sostiene di essere già sensibile al tema ambientale anche senza le campagne di movimenti ambientalisti quali i “Fridays for future”. Rimane però scoperto un 9% degli intervistati che non crede ci sia una vera e propria urgenza ambientale. Ed è proprio questa fetta di popolazione quella con la quale bisogna continuare a lavorare con informazioni puntuali per aumentarne la consapevolezza e raggiungere, infine, l’obiettivo comune. Nell’edizione 2020 di questa Giornata, Andrea Segrè ha annunciato la nascita del nuovo progetto “Shuttle 2030” che comprenderà azioni concrete di enti pubblici come imprese, scuole ed istituzioni di più ampio raggio per raggiungere gli obiettivi della sostenibilità. A partire dal 2021, infatti, ci si focalizzerà maggiormente sul raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ONU definiti nell’Agenda 2030 e l’Osservatorio Waste Watcher diventerà anche una realtà internazionale presentando i suoi risultati il prossimo 29 settembre durante la Giornata Internazionale di consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari portata avanti dalle Nazioni Unite.

Nell’edizione di quest’anno verrà presentato infatti il nuovo Waste Watcher International Observatory on food and sustainability e i dati del “Caso Italia” relativi al 2020 che confermano piacevolmente l’attitudine degli Italiani a ridurre lo spreco alimentare domestico. Come anticipano i primi dati condivisi dall’Osservatorio nel Report 2021 e che verranno presentati in modo più dettagliato al forum di oggi delle ore 11.30, nel 2020 sono finiti nella spazzatura l’11,78% di alimenti in meno rispetto al 2019 corrispondente a ca. 27 Kg a testa. Questi dati si traducono in un risparmio di 6€ pro capite nonché 376 milioni a livello nazionale.

Indipendentemente dal cambiamento delle abitudini individuali e familiari che sembrano andare nella giusta direzione è molto interessante sottolineare che su tutto il territorio nazionale si stanno moltiplicando iniziative che vedono coinvolte sempre più persone sul tema dello spreco alimentare. Queste, in alcuni casi, hanno anche come obiettivo quello di creare nuove opportunità lavorative e/o di volontariato. Tutto ciò è possibile anche grazie alla legge 19 Agosto 2016 n.166, anche conosciuta come legge antispreco, che si pone come obiettivo quello di ridurre gli sprechi su tutto il ciclo di vita degli alimenti, dalla produzione al consumo, e lo fa semplificando l’iter burocratico che fino ad allora aveva ostacolato il recupero del cibo andato sprecato.

Ne sono un riuscito esempio le realtà di seguito menzionate:

  • WhyNok?. Il movimento nasce in Puglia, più precisamente in Valle d’Itria, da un’idea di Lucrezia Argentiero con l’obiettivo di ridurre lo scarto alimentare generato dopo la raccolta nei campi. Annualmente, infatti, circa 50 milioni di tonnellate di frutta e verdura vengono scartate perché considerate imperfette per la vendita non arrivando neanche a tavola. WhyNok? vuole creare una rete tra aziende, ristoratori, scuole e consumatori affinché si possa scartare meno o niente di quegli alimenti che sono in realtà ancora utilizzabili;
  • Ricibo. Nato a Genova nel 2017 è una rete cittadina che combatte lo spreco alimentare recuperando e ridistribuendo le eccedenze. Si tratta di una piattaforma che mette in contatto i vari progetti, le azioni e i servizi genovesi che esistono sul territorio per “riciclare” il cibo e distribuirlo. In questo progetto sono coinvolte associazioni, enti pubblici e privati, volontari e cittadini. Inoltre, per facilitare l’accesso alle informazioni della rete in tempo reale è stata creata l’app Bring the food.
  • Food P.R.I.D.E. É una rete nata a Torino che mette insieme enti ed associazioni per rispondere efficacemente al problema dello spreco alimentare a livello cittadino e lo fa tramite la diffusione di attività che possano sensibilizzare sul recupero delle eccedenze alimentari lavorando a livello di educazione scolastica ed organizzando laboratori di cucina sociale ed antispreco.

Queste sono solo alcune delle iniziative che si stanno sviluppando sul territorio Italiano, e tante altre ne esistono anche a livello Europeo ed Internazionale, per ridurre ed educare sugli sprechi alimentari. Obiettivo comune è prendere coscienza che quello che fino ad oggi era considerato “rifiuto” ha in realtà una significativa potenzialità economica e sociale per noi e per le generazioni future nell’economia del pianeta.

A day to fight Food Waste

Today, 5th of February, is the eighth edition of the Italian National Day for Food Waste Prevention. It was established in 2014 when the agroeconomist Andrea Segrè, coordinator of the Italian National Plan for the Prevention of Food Waste (PINPAS) of the Ministry of the Environment, convened the General States of the Italian agri-food chain. Since then, this day has been part of the Zero Waste Campaign. Every year on this occasion, the Waste Watcher Observatory, created by Last Minute Market and developed with the partnership of SWG, presents the annual results of the monitoring conducted at national level on domestic food waste and the habits Italians have regarding food.

The Waste Watcher Observatory, which has now become a landmark at both national and European level, provides tools for understanding the social and behavioural dynamics that underlie the generation of food waste within households. The studies carried out by the Observatory make it possible to produce knowledge, culture and support for the planning of public or private activities and initiatives aiming at reducing the waste that is perpetuated within Italian households. Food waste is in fact a fundamental issue that has a transversal impact on the economy, society and the environment.

According to the Food Sustainability Index, every year in Italy we throw away an average of 65 kg per person.However, according to the data published in the 2020 Waste Watcher Observatory Report Italians’ food waste has for the first time seen a 25% drop compared to the previous year corresponding in monetary terms to a reduction of waste generated from €6.6 to €4.9 per week. This decrease translated into savings of around 1.5 billion across the country, proving that even small changes in the life of individual citizens can have significant impacts.

The survey conducted by the Observatory in January 2020 on a sample of 1,200 individuals tells us that Italians’ awareness on food waste generated in their homes has started to increase (ca. 66% of respondents) and 40% claim to be already sensitive to environmental issues even without the awareness campaigns of environmental movements such as “Fridays for future”. However, there is still a 9% of respondents who do not believe there is an actual environmental emergency. It is indeed this segment of the population with whom we must continue to work with timely information to increase awareness and ultimately achieve the common goal. During the 2020 edition of today, Andrea Segrè announced the birth of a new project, “Shuttle 2030“, which will include concrete actions by public bodies such as companies, schools and institutions of a wider range to achieve sustainability goals. Starting from this year, in fact, there will be a greater focus on achieving the UN sustainable development goals set out in the 2030 Agenda. Moreover, the Waste Watcher Observatory will become an international reality by presenting its results on the 29th September during the International Day of Awareness on Food Loss and Waste Reduction established by the UN.  

During this year edition the new Waste Watcher International Observatory Report on food and sustainability and the data of the “Italy Case” related to year 2020, which have pleasantly confirmed the attitude of Italians to reduce household food waste, will be presented. As anticipated by the first data shared by the Observatory in the Report 2021, and which will be explained in more detail at today’s forum at 11.30 am, in 2020 about 11.78% less food was thrown away compared to 2019, corresponding to ca. 27 kg per person. Therefore, there was a saving of 6€ per capita resulting in 376 million at national level.

Regardless of the change in individual and family habits, which seem to be moving in the right direction, it is very interesting to underline that food rescue initiatives are multiplying throughout the country. These initiatives managed to involve more and more people in the activity of food waste prevention with the aim, in some cases, of creating new job opportunities and/or local engagement on volunteer-basis. This is also possible thanks to law no. 166 of 19 August 2016, also known as the anti-waste law, which aims to reduce waste over the entire life cycle of food chains, from production to consumption, and does so by simplifying the bureaucratic process that until then had hindered the recovery of wasted food.

Following, three national initiatives which are a successful example of this:

  • WhyNok?. The movement was born in Apulia, more precisely in Valle d’Itria, from an idea of Lucrezia Argentiero with the aim of reducing the amount of food waste generated after harvesting. Every year, in fact, around 50 million tonnes of fruit and vegetables are discarded because considered unfit for sale and do not even reach the table. WhyNok? wants to create a network between companies, restaurateurs, schools and consumers so that less or, even better, no food get discarded when it is actually still usable;
  • Ricibo. Born in Genoa in 2017, it is a city network that fights food waste by recovering and redistributing surpluses. It is a platform that connects the various Genoese projects, actions and services that exist on the territory to “recycle” food and distribute it. Associations, public and private bodies, volunteers and citizens are involved in this project. Finally, to facilitate the access to real time information from the network the mobile application Bring the food was created;
  • Food P.R.I.D.E. It is a network set up in Turin, which brings together public, private entities and associations to respond effectively to the problem of food waste at urban level. It does so by disseminating activities to raise awareness of the recovery of surplus food by working on school education and organising social and anti-waste cookery workshops.

These are only some of the initiatives that have being developed in Italy, and many others exist at European and International level, in order to reduce and educate on food waste. The final goal is to become aware that what was until now considered as “waste” actually has a significant economic and social potential for us and for generations to come in the economy of the planet.

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