Circular Economy in rural areas

By Jim MacNeil, Tondo Associate

English Version

Exploring circular economy in rural areas

The use of real-world laboratories to experiment with alternative design, business models and economies

While cities present unique challenges in transitioning to the circular economy, rural regions also face their own set of challenges in doing so. Mountains have always provided vital natural resources, social and economic services to communities. Mountain regions are primarily known for their tourism and concentrations of tertiary sector economies, which represent the main sources of income for many rural communities and has become the quick solution to increase the GDP of depopulating communities, a common trend of many mountain regions over the last half-century. In order to have resilient economies able to withstand unexpected and devastating events, firstly, there should be a certain degree of diversity where a system is not so reliant on one industry, and secondly, the system should be flexible in order to adapt to new modes of operating and respond adequately to these events.

Circular systems, like natural systems, are intended to be collaborative. Therefore, as a society we also need a change in mindset away from the competitive nature of capitalist economies. In order to do this, businesses and communities should demonstrate the benefits of adapting a new collaborative approach. MonViso Institute (MVI) is an example of how rural actors are taking advantage of their geographical location not only as a centre of experimentation – providing students and visitors inspiration and tools for change, but also in their ability to be self-sufficient, which rural areas have as an advantage over their urban counterparts.

MonViso Institute – Demonstrating Circular Solutions

Nestled in the Po Valley at 1500 metres a.s.l. in the municipality of Ostana (Piedmont), Tobias Luthe and his group of researchers, designers and entrepreneurs are experimenting with new forms of sustainable rural living. MonViso Institute is developing itself as a “real-world laboratory for research, education, entrepreneurship and new living – on sustainability transitions and regenerative design for a more resilient and just society”. As a centre of education and research, they regularly host groups of students to demonstrate how their mix of experiential education techniques can provide alternative learning environments outside a traditional classroom. In addition, they are trying to reshape local supply chains and experiment with new circular economies, while also designing their campus according to bio-design principles.

A group of six formally abandoned buildings are gradually being transformed into the MonViso campus. So far, the Doppio, a 50m2 wood cabin composed of 2 apartments, serves as a living space and has been built based on passive energy design, producing more energy than it consumes thanks to the installation of solar panels. The building also uses a natural lime cement for the foundation with insulation provided by wood and hemp fibres. In addition to rainwater and spring water being collected and grey water being recycled, black water is also treated on site via a bioreactor, constituting the water supply for the campus (additional details at monviso-institute.org). The additional five structures will all serve different purposes, spanning from a small home and a creative space, both using building and insulation materials sourced from the surrounding MonViso territory, to a tavern, a rifugio, an observatory, and finally a garage to serve as a workshop for experimenting with the circular design of skis, using locally grown hemp. 

Industrial hemp is seeing a revival as more and more countries pass legislation to legalise it, slowly making it more culturally accepted. As a crop with an immense potential to demonstrate circular and bio-economies, it can be used as alternative flours and oils, bio-based plastics and synthetics, construction material, cosmetics, as well as the medicinal use of CBD oils. MVI experiments with the production of industrial hemp and Paulownia trees, one of the fastest growing trees in the world, to better understand the growing conditions at higher altitudes and how to make the crops more affordable for vulnerable mountain communities. In 2018, Luthe, under his Grown Ski brand (grownskis.com), designed the first ski with 100% industrial hemp fibres and Paulownia wood, rightfully called the MonViso edition. According to a life-cycle assessment, the materials design decreased the carbon footprint of the ski by approx. 47% compared to conventionally produced, high quality skis.  

Leading Circularity by Example

In order to create systems that coincide with the natural cycles found in nature, businesses should start thinking outside the linear processes that encapsulate their business models and create and implement circular supply chains by creating products that are meant to mimic processes found in nature. Real-world laboratories have the capacity to provide concrete examples and experiment with innovative circular solutions. Moreover, they provide a meaningful experience which can transform human thinking by showing alternative ways of living and by interacting with people and nature differently to what we are accustomed to in our daily lives.

Versione Italiano

Esplorare l’Economia Circolare nelle aree rurali

L’uso di laboratori del mondo reale per sperimentare design, modelli di business ed economie alternative

Mentre le città presentano sfide uniche nella transizione verso l’economia circolare, anche le regioni rurali affrontano la loro serie di sfide nel farlo. Le montagne hanno fornito a lungo risorse naturali vitali e servizi sociali ed economici alle comunità. Queste regioni sono principalmente conosciute per il loro turismo e per le economie del settore terziario che rappresentano le principali fonti di reddito per molte comunità rurali e sono diventate anche la soluzione rapida per aumentare il PIL delle comunità in via di spopolamento, una tendenza comune a molte regioni di montagna nell’ultimo mezzo secolo. Per avere economie resilienti che possano resistere a eventi inaspettati e devastanti, ci dovrebbe essere in primo luogo un certo grado di diversità in modo da rendere il sistema non troppo dipendente da una sola industria.Inoltre, il sistema dovrebbe essere flessibile nell’adattarsi a nuove modalità di funzionamento e rispondere adeguatamente a questi eventi.

I sistemi circolari, come i sistemi naturali, sono destinati ad essere collaborativi, quindi come società é necessario adottare una mentalità lontana dalla natura competitiva delle economie capitaliste. Per fare questo, le imprese e le comunità dovrebbero dimostrare i benefici dell’adattamento di un nuovo approccio cooperativo. L’Istituto MonViso (MVI) è un esempio di come gli attori rurali stanno approfittando della loro posizione geografica, non solo come centro di sperimentazione-fornendo a studenti e visitatori ispirazione e strumenti per il cambiamento-ma anche nella loro capacità di essere autosufficienti, aspetto che le aree rurali hanno solitamente come vantaggio rispetto alle loro controparti urbane.

Source: MonViso Institute 2021

Istituto MonViso – Dimostrazione di soluzioni circolari

Immerso nella Pianura Padana a 1500 metri di altitudine nel comune di Ostana (Piemonte), Tobias Luthe e il suo gruppo di ricercatori, designer e imprenditori stanno sperimentando nuove forme di vita rurale sostenibile. L’Istituto MonViso si sta sviluppando come un “laboratorio del mondo reale per la ricerca, l’educazione, l’imprenditorialità e il nuovo vivere-sulle transizioni di sostenibilità e il design rigenerativo per una società più resiliente e giusta”.Come centro di educazione e ricerca, ospitano regolarmente gruppi di studenti per dimostrare come il loro mix di tecniche possa fornire ambienti di apprendimento alternativi al di fuori di una classe tradizionale. Inoltre, cercano di rimodellare le catene di approvvigionamento locali e di sperimentare nuove economie circolari progettando il loro campus sulla base di principi di bio-design.

Un gruppo di sei edifici formalmente abbandonati si sta gradualmente trasformando nel campus MonViso. Finora, il Doppio, una capanna di legno di 50 m2 che serve come spazio abitativo composta da due appartamenti è stato costruito sulla base della progettazione energetica passiva producendo perfino più energia di quella che consuma grazie a una coperturadi pannelli solari. L’edificio utilizza un cemento di calce naturale per le fondamenta isolatocon legno e fibre di canapa. Oltre a raccogliere l’acqua piovana e l’acqua di sorgente e a riciclare l’acqua grigia, anche l’acqua nera viene trattata in loco tramite un bioreattore, da cui é ottenuta l’acquaper il campus (ulteriori dettagli sono disponibili su monviso-institute.org). Le altre cinque strutture serviranno tutte a scopi diversi, da una piccola casa e uno spazio creativo, entrambi utilizzando materiali da costruzione e isolamento provenienti dal territorio circostante del MonViso, a una taverna, un rifugio, un osservatorio, e infine un garage che servirà da laboratorio per sperimentare il design circolare per gli sci, utilizzando la canapa coltivata localmente. 

La canapa industriale sta vedendo una rinascita man mano che sempre più paesi ne approvano la legalizzazione, rendendola lentamente più accettata culturalmente. É una coltura con immenso potenziale per dimostrare la circolarità e le bio-economie, e può essere usata per produrre  farine e oli alternativi, plastiche e materiali sintetici a base biologica, materiale da costruzione, cosmetici, così come oli CBD con uso medicinale. MVI sperimenta con la produzione di canapa industriale e di alberi di Paulownia, uno degli alberi a crescita più rapida del mondo, per capire meglio le condizioni di crescita alle alte quote e come rendere queste colture economicamente vantaggiose per le comunità montane vulnerabili. Nel 2018, Luthe, con il suo marchio Grown Ski (grownskis.com), ha progettato i primi sci con il 100% di fibre di canapa industriale e legno di Paulownia, giustamente chiamato MonViso edition, che secondo una valutazione del ciclo di vita, ha diminuito l’impronta di carbonio dello sci di circa il 47% rispetto agli sci di alta qualità prodotti convenzionalmente.  

Guidare la circolarità con l’esempio

Al fine di creare sistemi con cicli simili a quelli che si trovano in natura, le aziende dovrebbero iniziare a pensare al di fuori dei processi lineari che incapsulano i loro modelli di business e creare e implementare catene di approvvigionamento circolari creando prodotti che imitino i processi naturali stessi. I laboratori del mondo reale hanno la capacità di fornire esempi concreti e sperimentare soluzioni circolari innovative. Inoltre, forniscono un’esperienza significativa che può trasformare il pensiero umano mostrandoci modi di vivere, di interagire con le persone e la natura alternativi rispetto a ciò a cui siamo abituati nella nostra vita quotidiana.

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