Gli insetti e l’economia circolare

Gianluca Tettamanti, Professore Ordinario presso l’Università degli Studi dell’Insubria, è stato nostro ospite in occasione di Hacking the City lo scorso aprile.

Il prof. Tettamanti ha condiviso con noi una parte della sua ricerca, che analizza il ruolo che hanno – e soprattutto quello che potranno avere in futuro – gli insetti nella valorizzazione dei rifiuti.

La necessità di valorizzare i rifiuti, come quella di accedere a nuove fonti di nutrimento, è di centrale importanza data la rapida crescita della popolazione globale che ha generato un importante aumento della domanda di cibo, e in particolare di proteine, a livello mondiale.

Questo tema assume un’ulteriore urgenza se consideriamo che ad oggi circa un terzo del cibo prodotto a livello mondiale (pari a circa 1,3 miliardi di tonnellate) viene sprecato.

Un ridisegnamento dei nostri sistemi produttivi è quindi necessario se l’obiettivo è quello di garantire la sicurezza alimentare della popolazione globale: tale ripensamento deve passare non solo attraverso una riallocazione delle risorse disponibili, ma anche dalla valorizzazione dei rifiuti che produciamo.

In questo senso l’impiego degli insetti può essere estremamente utile: alcune larve possono infatti crescere su substrati di scarto producendo dei materiali di un certo valore. Questa possibilità consente di ridurre i rifiuti e, allo stesso tempo, di produrre materiali che possono essere utilizzati con nuovi scopi. In ambito zootecnico, per esempio, è possibile reintrodurre questi materiali come fonte di alimento per altri animali.

Alcuni dei vantaggi più importanti che derivano dall’utilizzo di questi insetti sono i seguenti:

– Gli insetti possono essere allevati su materiali di scarto di diverso tipo: materiali vegetali, reflui zootecnici, rifiuti urbani e molto altro. In generale questi materiali non sono in competizione con l’alimentazione umana: è quindi possibile nutrire questi insetti senza sprecare risorse.
– Gli insetti hanno un elevato indice di conversione: essi sono in grado di con convertire efficacemente i substrati alimentari in biomassa riutilizzabile.
– Gli insetti sono una fonte consistente di proteine, grassi, minerali e micronutrienti.
– L’allevamento di questi insetti è molto sostenibile: richiede una quantità ridotta di acqua e comporta un’emissione ridotta di gas serra.

Sono molti i prodotti che possono essere derivati da questi insetti:

– Farine proteiche: questo è il prodotto su cui oggi viene posta maggiore attenzione poiché è di fondamentale interesse per il settore mangimistico, soprattutto per l’acquacoltura. L’Unione Europa, infatti, nel 2017 ha autorizzato l’utilizzo delle farine da insetto per l’acquacoltura.

– Grazzi utilizzati per la mangimistica o per la produzione di biocarburanti.

– Chitina e chitosano, dei polisaccaridi derivati dall’esoscheletro delle larve, che possono essere utilizzati dal settore cosmetico, biomedicale e tessile.
– Sostanza antimicrobiche che possono servire per combattere la nuova resistenza dei batteri agli antibiotici.

Infine, tutti i residui di queste lavorazioni possono essere trasformati in fertilizzanti.

In effetti, l’interesse del mercato per questo settore è in crescita. Guardando al flusso di capitale, al quantitativo di farina prodotta e al numero di posti di lavoro nel settore si nota una importante tendenza in crescita. Questo settore è quindi in perfetta salute e probabilmente crescerà rapidamente nei prossimi dieci anni.

Ovviamente, trattandosi di un settore nuovo, esistono ancora una serie di criticità che dovranno essere risolte nei prossimi anni. In primo luogo, sarà importante lavorare sulla legislazione per favorire nuove applicazioni di questi insetti. Servono poi nuovi finanziamenti in ambito pubblico e in ambito privato per favorire l’avanzamento scientifico e tecnologico. In particolare tre aspetti meritano di essere approfonditi: il tema della sicurezza chimica e microbiologica dell’utilizzo di questi insetti, la percezione e l’attitudine del consumatore e il coinvolgimento degli stakeholder.

È possibile rivedere l’intervento integrale del Prof. Tettamanti qui:

English Version

Insects and the circular economy: new opportunities for waste valorization

Gianluca Tettamanti, Professor at the University of Insubria, was our guest at Hacking the City, last April.


Professor Tettamanti shared with us a snapshot of his research, which analyzes the role that insects can have in waste valorization.

The need to give new value to waste, like the need to access new sources of nourishment, is of central importance given the rapid growth of the global population, which has generated a significant increase in the demand for food worldwide.

This issue becomes even more urgent if we consider that today about one-third of the food produced worldwide (equal to about 1.3 billion tons) is wasted every year.

A redesign of our production systems is therefore necessary if the goal is to ensure food security for the global population: this process has to include a reallocation of available resources, but also new ways to reuse the waste we produce.

In this sense, the use of insects can be extremely useful: some larvae can in fact grow on waste substrates and then be used to produce valuable materials. This possibility allows us to reduce waste and, at the same time, to produce materials that can be used for new purposes. In animal farming, for example, it is possible to reintroduce these materials as a source of food for other animals.

Some of the most important benefits of using these insects are as follows:

– Insects can grow on waste materials of different types: plant materials, livestock waste, urban waste, and more. In general, these materials are not in competition with human food: it is, therefore, possible to feed these insects without wasting resources.
– Insects have a high conversion index: they are able to efficiently convert waste into reusable biomass.
– Insects are a consistent source of protein, fat, minerals, and micronutrients.
– The breeding of these insects is very sustainable: it requires a reduced amount of water and does not generate a large quantity of greenhouse gases.

There are also many products that can be derived from these insects:

– Protein flours: this is the product that gathers more attention today since it is of fundamental interest for the feed sector, especially for aquaculture. In fact, the European Union authorized the use of insect flour for aquaculture in 2017.
– Fats that can be used for animal feed or for the production of biofuels.
– Chitin and chitosan, polysaccharides derived from the exoskeleton of larvae, which can be used by the cosmetic, biomedical, and textile sectors.
– Antimicrobial substances that can serve to combat the new resistance of bacteria to antibiotics.
– Finally, all residues from these processes can be turned into fertilizers.

Today we also witness a growing interest in this sector is growing. Looking at the flow of capital, the amount of flour produced, and the number of jobs in the industry, there is an important upward trend. Thus, this industry is in perfect health and is likely to grow rapidly over the next ten years.

Obviously, since this is a new sector, there are still a number of critical issues that will need to be resolved in the coming years. First, it will be important to work on legislation to encourage new applications of these insects. New sources of funding are also needed in the public and private sectors to encourage scientific and technological progress. In particular, three aspects deserve to be examined further: the issue of chemical and microbiological safety when using these insects, the perception of the consumers, and the involvement of new stakeholders.

You can view the full speech of Prof. Tettamanti here:

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