Measuring Circularity

English Version

Jacco Verstraeten-Jochemsen, Lead Business Strategy at Circle Economy joined us in October at our Re-think Circular Economy Forum to talk about why and how we should measure our progress towards a Circular Economy.

Circle Economy is an organization that strives to accelerate the practical and scalable implementation of the Circular Economy, which is why they are working to effectively measure circularity levels of different companies in Europe.

The desire to create a tool to measure the levels of circularity arose from the realization that although economic growth has been exponential in recent decades, many other parameters have grown at the same time: these include material extraction, CO2 emissions, water scarcity, and loss of biodiversity.

This is why, in 2018, Circle Economy started to study how the circularity of the global economy can be measured and, after that, they also introduced new methods to measure the circularity of a country and of a company. This is fundamental because if you can’t measure how circular you are, you can’t improve on that.

Circle Economy also found out that people are still not aware of how urgent the situation is. When asked how circular the global economy might be, most people assumed that the level of circularity globally would be between 25 and 50%, when it is truly 9%. This means that only 9% of our materials is cycled on a yearly basis, through several different strategies: reusing, composting, recycling. This also means that more than 90% of materials on a yearly basis are lost, landfilled, or incinerated.

But how does this work in practice? How can Circle Economy measure the circularity of a company? Jacco presented as an example the results they obtained when analyzing the Danish company Rockwool, which is one of the biggest producers of insulation materials for buildings in Europe. The company wanted to find out how circular it actually was and how to improve.

The Circle Economy’s team started their analysis by looking at the origin of the materials, then it focused on the value chain as these materials enter the Rockwool factories. Circle Economy also looked at the end of life of these materials, as they are cycled, landfilled, incinerated, or handled in other ways.

In terms of the origins of the materials, Rockwool performed quite well: the company already had quite a share of secondary or recycled resources they used. Moreover, Rockwool also designed their products in a way that makes it quite easy for them to be recycled: in their own production plants, they could possibly recycle up to almost 100% of their products, if they set up a system to collect them after they have been used. Therefore, Rockwool was performing quite well upstream.

However, the Circle Economy team also found that the circularity of the value chain was hampered by the fact that most of Rockwool’s products ended up in the landfill or were recycled in low-value applications. This brought Rockwool really down in the metric.

Yet, this analysis was very helpful for Rockwool, because it gave them a sense of where to start to improve their performance and to convince their partners to do the same. Rockwool also presented these metrics to governments, encouraging them to improve the situation.

Circle Economy has been measuring circularity for about four years now but since last year more metrics and more standards have actually been developed, including the Ellen MacArthur Foundation’s Circulytics or the CTI Tool from the World Business Council for Sustainable Development. Yet, these are all different instruments and approaches for different uses.

There are metrics for every step of the journey, from creating awareness among peers, customers, and colleagues to identifying opportunities, to building business cases, or to validating results. For each step, companies can use a different tool. These instruments are also quite different if we look at the types of indicators that they use. Some of these, for instance, the gap metric, are headline metrics that simply show how circular a company is. Then there are also tools that focus on giving performance indicators for each step of your value chain, giving firms more granularity on the physical elements of their material flows. And then there are those tools that really focus on the process, helping measure a company’s progress in implementing change.

Obviously, these indicators do not directly improve the circularity of businesses, but they tell producers where the blockades are for further improvement. Circle Economy published a report about the various existing circularity metrics in order to guarantee a little bit of clarity about which tool should be used in each step of the way towards circularity.

You can read more about this topic in our report on Re-think Milan 2020 or you can watch the full video of Jacco Verstraeten-Jochemsen’s full speech here:

Versione Italiana

Misurare la circolarità

Jacco Verstraeten-Jochemsen, Lead Business Strategy di Circle Economy, ha partecipato in ottobre al nostro Re-think Circular Economy Forum per parlare del perché e del come dovremmo misurare i nostri progressi verso un’economia circolare.

Circle Economy è un’organizzazione che si sforza di accelerare l’implementazione pratica e scalabile dell’Economia Circolare: per tale motivo questa realtà sta lavorando per misurare efficacemente i livelli di circolarità delle diverse aziende in Europa.

Il desiderio di creare uno strumento per misurare i livelli di circolarità è nato dalla consapevolezza che sebbene negli ultimi decenni la crescita economica sia stata esponenziale, allo stesso tempo siano cresciuti molti altri parametri: questi includono l’estrazione di materiali, le emissioni di CO2, la scarsità di acqua e la perdita di biodiversità.

Per questo motivo, nel 2018, Circle Economy ha iniziato a riflettere su come misurare la circolarità dell’economia globale e, successivamente, ha introdotto anche nuovi metodi per misurare la circolarità di un Paese e di un’azienda. Questo passaggio è fondamentale perché se non si può misurare quanto si è circolari, non si può migliorare.

Circle Economy ha anche scoperto che i cittadini spesso non sono ancora consapevoli di quanto sia urgente la situazione che stiamo vivendo. La maggior parte delle persone, quando è stato chiesto loro quanto potrebbe essere circolare l’economia globale, ha supposto che il livello di circolarità fosse compreso tra il 25 e il 50%, quando in realtà tale valore è solamente del 9%. Questo significa che solo il 9% dei nostri materiali viene riciclato su base annuale, attraverso diverse strategie: riutilizzo, compostaggio o riciclaggio. Ancora oggi, più del 90% dei materiali su base annua viene perso, immagazzinato nelle discariche o incenerito.

Ma come funziona tutto ciò in pratica? Come può Circle Economy misurare la circolarità di un’azienda? Jacco ha presentato come esempio i risultati ottenuti analizzando l’azienda danese Rockwool, che è uno dei maggiori produttori di materiali isolanti per edifici in Europa. L’azienda era interessata a scoprire quanto fosse effettivamente circolare e come potersi migliorare.

L’analisi di Circle Economy ha guardato in primo luogo all’origine dei materiali, per poi concentrarsi sulla catena del valore che esiste nelle fabbriche Rockwool. Circle Economy ha anche esaminato la fine del ciclo di vita di questi materiali, analizzando come vengono riciclati, buttati o gestiti in altri modi.

Per quanto riguarda l’origine dei materiali, Rockwool si posizione abbastanza bene: l’azienda utilizza già una buona percentuale di materie prime seconde o riciclate. Inoltre, Rockwool ha anche progettato i suoi prodotti in modo da facilitarne il riciclaggio: nei suoi impianti di produzione, Rockwool potrebbe riciclare fino a quasi il 100% dei suoi prodotti, se istituisse un sistema per raccoglierli dopo che sono stati usati.

Tuttavia, il team di Circle Economy ha anche scoperto che la circolarità della catena del valore era ostacolata dal fatto che la maggior parte dei prodotti Rockwool non venisse riciclata o venisse riciclata in applicazioni di basso valore. Questo ha penalizzato la posizione di Rockwool nella metrica di Circle Economy.

Questa analisi è stata molto utile per Rockwool, che ha così stabilito dove intervenire per migliorare le proprie prestazioni e per convincere i suoi partner a fare lo stesso. Rockwool ha anche presentato questa analisi a vari governi, incoraggiandoli a migliorare la situazione.

Circle Economy misura la circolarità da circa quattro anni, ma dall’anno scorso sono state sviluppate più metriche e più standard, tra cui Circulytics della Fondazione Ellen MacArthur o lo strumento CTI del World Business Council for Sustainable Development. Questi sono tutti strumenti diversi per usi diversi.

Ci sono metriche per ogni passaggio: dal creare consapevolezza all’identificare le opportunità, dal costruire modelli innovativi alla mappatura dei risultati. In ogni fase, le aziende possono usare uno strumento diverso. Questi modelli sono anche abbastanza diversi se guardiamo i tipi di indicatori che usano. Alcuni di questi sono metriche di base che mostrano semplicemente quanto sia circolare un’azienda. Poi ci sono strumenti che si concentrano sul dare indicatori per la performance in ogni fase della catena del valore, dando alle aziende più dettagli sui flussi di materiali impiegati.

Ovviamente, questi indicatori non migliorano direttamente la circolarità delle imprese, ma comunicano alle aziende dove sono i blocchi per un ulteriore miglioramento. Circle Economy ha pubblicato un rapporto sulle varie metriche di circolarità esistenti per aiutare le imprese a scegliere lo strumento da utilizzare in ogni fase del percorso verso la circolarità.

Puoi leggere di più su questo argomento nel nostro report su Re-think Milano 2020 o puoi guardare il video completo dell’intervento di Jacco Verstraeten-Jochemsen qui:

Social Share Buttons and Icons powered by Ultimatelysocial