EU and energy transition

During our Re-think Circular Economy Forum event held in Taranto on the 28th and 29th of last september we had the honour to host numerous speakers, among which Carlo De Grandis, Policy Officer DG Climate European Commission, who talked about the European Green Deal with a particular focus on transports.

The European Green Deal, De Grandis started, is the set of policies and measures with which Europe has decided to take global leadership on climate change, proposing a change of approach in its overall economic vision. This change affects all energy sectors, consumption patterns and production methods, and is a much more resource-based approach, like the renewables.

The agreement has specific measures to communicate and systematise this approach, such as the Climate Pact, or the Climate Law, which imposes systematic targets for overall results, to reduce net greenhouse gas emissions, for leadership actions at global level, but also for fairness. Therefore, it is committed to ensuring a just transition for all, letting everyone to participate in this green transition and benefit from it. Other measures deal with the promotion of clean energy, direct investment in sustainable and smart mobility, and of course fighting pollution, protecting biodiversity, and adapting to climate change.

The Green Deal has a very clear goal: to achieve climate neutrality by 2050. Already by 2030, however, the goal is to achieve a 55% reduction in net greenhouse gas emissions. In order to reach it, numerous policy mixes and initiatives have been introduced concerning energy pricing mechanisms. Energy is often taxed in a distortionary way, since there are discounts for fossil fuels and no discounts for renewables. A series of targets have also been set on land use and forestry activities. A comprehensive review of policy and targets on renewable energy and energy efficiency exist as well.

At European level, a set of technical rules is also being developed for the transport sector: much more restrictive standards for CO2 emissions from cars and other light vehicles, for which all new vehicles will be zero-emission by 2035; regulation of the availability of infrastructure such as charging or refuelling points; and specific initiatives for new fuels and technologies in the two most complex transport sectors: aviation and maritime. In fact, it is planned to phase in at least 63% of sustainable fuels in aviation by 2050, and to reduce greenhouse gas emissions per transport unit by 75% in the maritime sector. This will mean changing fuels in aviation and maritime by 2050.

Action is required in several areas, including a policy of sustainable and intelligent mobility, with dozens of different measures, the creation of more than 30 million electric vehicles in Europe by 2030, and at least three million smart charging stations. Overall, this is a complex action involving a combination of new fuels, new technologies, new power trains, cleaner vehicles, but also sustainable urban and metropolitan mobility planning in all nodes of the TEN-T network, which covers about 50% of EU citizens.

By Kindel from Pexels

Specific support will also be given to the first 100 cities with the ambition to become climate neutral by 2030. Some of these elements are already strongly supported in the Italian Recovery. Here we find for example over 21,500 new charging stations, new technologies for their use, some ultrafast stations and some stations with energy storage as well. Indeed, there is a series of reforms to make those work. These include an ambition to significantly increase the share of biomethane in natural gas, but also to develop the hydrogen sector. We already have a fairly complete view of hydrogen, because there are, for example, hydrogen trains (which will be seen circulating in Italy within two years), charging stations for trains and heavy vehicles, accompanied by various specific measures on its supply chain, including its production from renewable sources.

De Grandis speech ended with the hope that the change that is coming in all modes of production and consumption can leverage greater use of all the territory’s endogenous and renewable resources, and thus enhance it.

Italiano

Il quadro Europeo per la sostenibilità climatica e la transizione energetica

Durante l’evento Re-think circular Economy Forum organizzato a Taranto il 28 e 29 settembre 2021 abbiamo avuto il piacere di ospitare numerosi relatori tra cui anche Carlo De Grandis, Policy Officer DG Clima della Commissione Europea, che ci ha parlato del European Green Deal e si è soffermato in particolare sul tema dei trasporti. 

Per Green Deal, ha iniziato De Grandis, si intende l’insieme di politiche e misure con cui l’Europa ha deciso di assumere una leadership a livello mondiale sul cambiamento climatico, proponendo un cambiamento di approccio nella sua visione economica complessiva. Questo cambiamento riguarda tutti i settori energetici, le modalità di consumo e le modalità di produzione, ed è un’idea di approccio molto più basato su quelle che sono le risorse intrinseche di ogni territorio, come le stesse fonti rinnovabili.  

Il Green Deal ha delle misure di comunicazione e di sistematizzazione di questo approccio, come il Climate Pact, o la climate law che impone degli obiettivi sistematici a livello di risultati complessivi, di abbattimento di emissioni nette di gas a effetto serra, azioni di leadership a livello globale, ma anche di fairness: si impegna quindi ad assicurare una transizione giusta per tutti, così che tutti possano partecipare a questa transizione verde traendone vantaggi. Altre misure hanno a che fare con la promozione di energia pulita, con investimenti diretti in mobilità sostenibile e intelligente, e ovviamente con il contrasto dell’inquinamento, la tutela della biodiversità, e l’adattamento al cambiamento climatico.   

Il Green Deal ha un obiettivo molto chiaro: arrivare alla neutralità climatica entro il 2050. Già entro il 2030 però, si vuole effettuare una riduzione del 55% delle emissioni nette di gas a effetto serra. Per poterlo fare, sono stati introdotti diversi policy mix e iniziative che riguardano i meccanismi di pricing dell’energia. Questa è infatti spesso tassata in modo distorsivo, facendo degli sconti sulle fonti fossili e non facendoli invece su quelle rinnovabili. Sono stati stabiliti anche una serie di target sull’uso del suolo e sulle attività di forestazione o di silvicoltura. C’è inoltre una revisione complessiva della politica e delle policies e targets sull’energia rinnovabile e sull’efficienza energetica.  

A livello europeo si sta sviluppando anche un set di regole tecniche relative ai trasporti: standard molto più restrittivi per le emissioni di CO2 di auto e di altri veicoli leggeri, per le quali i nuovi veicoli saranno tutti a zero emissioni dal 2035; si regola la disponibilità di infrastrutture come charging o refuelling points; si promuovono iniziative specifiche per nuovi combustibili e nuove tecnologie nei due settori dei trasporti più complessi: aviazione e marittimo. In particolare, si prevede di avere una riduzione progressiva fino ad almeno il 63% nell’ambito dell’aviazione di combustibili sostenibili al 2050, e di ridurre le emissioni di gas a effetto serra per unità di trasporto del 75% nel marittimo. Questo vorrà dire cambiare i combustibili nell’aviazione e nel marittimo da qui al 2050.   

È richiesta un’azione su più settori, c’è infatti, di mezzo una politica di mobilità sostenibile, intelligente, che prevede decine di misure differenti, tra cui la creazione di più di 30 milioni di veicoli elettrici in Europa entro il 2030, e di almeno tre milioni di stazioni di ricarica smart.  Complessivamente, si tratta di un’azione complessa che prevede una combinazione di nuovi combustibili, nuove tecnologie, nuovi power trains, dei veicoli più puliti, ma anche una pianificazione di mobilità urbana e metropolitana sostenibile in tutti i nodi della rete TEN-T, che copre circa il 50% dei cittadini UE.  

Si prevede anche di dare un sostegno specifico alle prime 100 città che avranno l’ambizione di diventare climate neutral entro il 2030. Alcuni di questi elementi sono già sostenuti fortemente nel Recovery italiano. Qui troviamo ad esempio oltre 21.500 nuove stazioni ricarica, nuove tecnologie per il loro utilizzo, alcune stazioni ultrafast, ma anche alcune stazioni con stoccaggio energetico. Affinché possano funzionare sono state introdotte una serie di riforme, come ad esempio, l’ambizione di incremento rilevante delle quote di biometano nel gas naturale, ma anche uno sviluppo della filiera dell’idrogeno. Per quanto riguarda l’idrogeno si ha già una visione abbastanza completa, perché ci sono già per esempio treni a idrogeno (che entro due anni vedremo già circolare in Italia), stazioni di ricarica per treni e per veicoli pesanti, accompagnate da varie misure specifiche sulla sua filiera, inclusa la sua produzione da fonti rinnovabili.  

De Grandis ha concluso con un augurio: la speranza che il cambiamento che sta venendo in tutte le modalità di produzione e consumo possa far leva su un maggior utilizzo di tutte le risorse endogene e rinnovabili del territorio, e che possa quindi valorizzarlo. 

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