Waste as a resource

A2A Case study

During the Re-think Circular Economy Forum event in Milan held last February, there were many speakers who brought their company’s conduct as a case study. In this case, Guglielmo Carra, Innovation Manager at A2A told us about how to manage waste to make it a resource.

He started his speech by explaining that A2A is a life company that deals with the environment, water, energy, and all the necessary conditions for life. They take care of people’s well-being by providing them with those services to meet their daily needs. All this considers the principles of long-term sustainability. Looking at their investments they are planning a 10-year industrial plan with 18 billion euros in investment, of which about 60% will be focused on the energy transition, and 40% will be on Circular Economy (CE) projects and activities.

In the company, they deal with different business sectors: from power generation to distribution and selling of energy, water, and gas, together with the waste collection as well. A2A business model is an integrated loop of services that allows maximizing the value of resources, such as energy, water, or materials, and for which, innovation, new technologies, and digitalization are all key enablers to accelerating the transition to a CE.

On a yearly basis, the company serves about 4 million people, it collects and treats about 3.2 million tons of waste, and interestingly the recovery rate of waste as energy and materials is above 99.7%. This means that only 0.3% of the waste they manage goes to landfill, instead all the rest is processed in A2A plants with the end goal of creating a positive impact on the communities they operate in.

To have a correct waste management system all the sorted waste goes into the selection plans which operate to create clean material streams that are then directed to recycling. Meanwhile, the organic waste is processed through anaerobic digestion to become compost or biogas, which is an important source of energy, and it can be upgraded to biomethane (useful as a source of energy for the process to obtain hydrogen, essential inA2A strategic development).

Finally, the unsorted waste does not go to landfills, but it goes to energy plants where it is treated and burnt to create energy and heat. Therefore, every time waste is treated in an energy plant it can reduce 50% of the CO2 emissions of the waste, an approach that can be a key to reaching sustainability targets of decarbonization. Zooming on innovations, the first key technology is a combination of two technologies, AI, and computer vision, that they use in their business very broadly across different types of plants and to support different needs. One specific application of AI and computer vision, Carra continued, is on the plastic selection plants, which is becoming increasingly relevant, particularly from 2019 when the European Commission produced the so-called “single-use plastic directive” that sets very stringent targets for the recovery and the reuse of plastics.

 To work on the targets, they have two plastic plants, each of which can treat about 50,000 tons of plastics annually. Moreover, they divide unsorted plastic into 12 specific types of plastic such as PT, PPP, and so on, and after being selected they go to the recycling plants, with a high purity level. However, there are still some impurities in the streams they produce. Hence, to make the process even more efficient and improve the quality they added an additional layer of technology. They envision each item of plastic that goes through the plants and collect, analyze, and store the data to increase the knowledge level of the operations in the waste management plant. To maximize the capacity of correct sorted plastic streams they are working with companies like Grey parrot.

Another important technology, as highlighted by Carra, is robotics which is essential to achieve the recovery rates set in the “single-use plastic directive”, and this is not only true for plastic but also for other materials. A2A is working to implement automated selection processes and integrate robotics, not only in the plastic selection plants. To conclude, the final aim of A2A is to make the plants every day more efficient and to reach higher recovery rates, which is possible if people understand that technologies applied to waste management are not only about sorting or identifying materials but also about increasing the capacity of tracking the materials throughout the supply chain (from the production to the post-consumer phase).

Here is the link to download the full report.

Italiano

I rifiuti come risorsa

Case study di A2A

Durante l’evento Re-think Circular Economy Forum di Milano tenutosi lo scorso febbraio, sono state molte le aziende che hanno portato come case study la condotta della propria azienda. In questo caso, Guglielmo Carra Innovation Manager di A2A, ci ha parlato di come gestire i rifiuti fino a renderli una risorsa.

Guglielmo Carra ha iniziato il suo intervento spiegando che A2A è una life company che si occupa di ambiente, acqua, energia e di tutte le condizioni necessarie alla vita. Si prende cura del benessere delle persone fornendo loro i servizi necessari per soddisfare le loro esigenze quotidiane. Tutto questo tenendo conto dei principi di sostenibilità a lungo termine. Per quanto riguarda gli investimenti, l’azienda ha in programma un piano industriale decennale con 18 miliardi di euro di investimenti, di cui circa il 60% sarà incentrato sulla transizione energetica e il 40% su progetti e attività di Economia Circolare (CE).

L’azienda si occupa di diversi settori di attività: dalla generazione di energia alla distribuzione e vendita di energia, acqua e gas, oltre alla raccolta dei rifiuti. Il modello di business di A2A è un circuito integrato di servizi che consente di massimizzare il valore delle risorse, come l’energia, l’acqua o i materiali, e per il quale l’innovazione, le nuove tecnologie e la digitalizzazione sono tutti fattori chiave per accelerare la transizione verso una CE.

Su base annua, l’azienda serve circa 4 milioni di persone, raccoglie e tratta circa 3,2 milioni di tonnellate di rifiuti e, cosa interessante, il tasso di recupero dei rifiuti come energia e materiali è superiore al 99,7%. Ciò significa che solo lo 0,3% dei rifiuti gestiti va in discarica, mentre tutto il resto viene trattato negli impianti di A2A con l’obiettivo finale di creare un impatto positivo sulle comunità in cui opera.

Per avere un corretto sistema di gestione dei rifiuti, tutti i rifiuti differenziati vanno nei piani di selezione che operano per creare flussi di materiali puliti che vengono poi indirizzati al riciclo. Nel frattempo, i rifiuti organici vengono trattati attraverso la digestione anaerobica per diventare compost o biogas, che è un’importante fonte di energia e può essere trasformato in biometano (utile come fonte di energia per il processo di ottenimento dell’idrogeno, essenziale nello sviluppo strategico di A2A).

Infine, i rifiuti non differenziati non vanno in discarica, ma in impianti energetici dove vengono trattati e bruciati per creare energia e calore. Pertanto, ogni volta che i rifiuti vengono trattati in un impianto energetico si può ridurre il 50% delle emissioni di CO2 dei rifiuti, un approccio che può essere una chiave per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità della decarbonizzazione.

Per quanto riguarda le innovazioni, la prima tecnologia chiave è una combinazione di due tecnologie, l’IA e la computer vision, che vengono utilizzate nella loro attività in modo molto ampio per diversi tipi di impianti e per supportare diverse esigenze. Un’applicazione specifica dell’IA e della computer vision, ha proseguito Carra, è quella degli impianti di selezione della plastica, che sta diventando sempre più rilevante, in particolare a partire dal 2019, quando la Commissione europea ha prodotto la cosiddetta “direttiva sulla plastica monouso” che fissa obiettivi molto severi per il recupero e il riutilizzo della plastica.

 Per lavorare sugli obiettivi, l’azienda dispone di due impianti di selezione della plastica, ognuno dei quali può trattare circa 50.000 tonnellate di plastica all’anno. Inoltre, la plastica non selezionata viene suddivisa in 12 tipi specifici di plastica, come PT, PPP e così via, e dopo essere stata selezionata viene inviata agli impianti di riciclaggio, con un elevato livello di purezza. Tuttavia, i flussi prodotti presentano ancora alcune impurità. Quindi, per rendere il processo ancora più efficiente e migliorare la qualità, hanno aggiunto un ulteriore livello di tecnologia. Esaminano ogni elemento di plastica che passa attraverso gli impianti e raccolgono, analizzano e archiviano i dati per aumentare il livello di conoscenza delle operazioni nell’impianto di gestione dei rifiuti. Per massimizzare la capacità di differenziare correttamente i flussi di plastica, collaborano con aziende come Grey parrot. Un’altra tecnologia importante, come sottolineato da Carra, è la robotica, essenziale per raggiungere i tassi di recupero stabiliti dalla “direttiva sulla plastica monouso”, e questo non vale solo per la plastica ma anche per altri materiali. A2A sta lavorando per implementare processi di selezione automatizzati e integrare la robotica, non solo negli impianti di selezione della plastic.

In conclusione, l’obiettivo finale di A2A è quello di rendere gli impianti ogni giorno più efficienti e di raggiungere tassi di recupero più elevati, il che è possibile se si comprende che le tecnologie applicate alla gestione dei rifiuti non riguardano solo la selezione o l’identificazione dei materiali, ma anche l’aumento della capacità di tracciare i materiali lungo tutta la filiera (dalla produzione alla fase post-consumo).

Qui il link per scaricare l’intero report.

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