#textile

  • English What do a pencil and fashion have in common? Susanna Martucci, Founder Alisea – Perpetua and Alice Fortuna, Sustainability Communications Manager at WRAD Focus Design, explained to us – during our Re-think Circular Economy Forum 2020 in Milan – what it is and how it is possible. Susanna Martucci is an entrepreneur whose job is to extend the life of materials. She has always worked in sales and communication and after 12 years of experience in a large Italian company, in 1994 she founded her own: Alisea. She was in the business of creating promotional “gadgets” made in Italy. However, a little over a year, products made in China arrived on the market and competing became impossible because they had unbeatable prices and looked exactly as the products she was making. She was risking of going out of business and leaving 20 people unemployed.  One day of that same period she found herself in a bar where an acquaintance gave her a small notebook as a gift. When she opened it she read “no trees has been cut down for the production of this notebook”. This suddenly took her back to 1982 when she was on a train and by her side two university professors were having a conversation: “we are all sitting on a huge landfill, it’s a ticking bomb, a huge problem for future generations but also a great business opportunity for those who will be able to seize it”. However, in 1982, in Italy, nobody had a clue what household waste recycling actually meant.   Then, she asked herself: “Why don’t we give a new life to waste?“. Therefore, she started speaking to her clients’ marketing departments and asked to see the waste their companies were producing. Thanks to the production managers she could walk through their production processes and she could learn about the technical data sheets of the materials. This is the moment when at Alisea they realized how, through creativity, all waste could become the protagonist of a fascinating story to tell. In fact, it was 1996 and from that intuition Alisea found a unique collocation on the market, becoming the only operator in Italy that...
  • 9 July 2021

    Giovani circolari: EVE1

    By Sofia Fisicaro ‘’Quando ero bambina mi chiedevo spesso come avessi potuto lasciare la mia impronta, contribuire al cambiamento, all’evoluzione, per un mondo migliore. Man mano che crescevo mi rendevo conto che la creatività, l’arte, in particolare la moda, potesse essere il mezzo con cui esprimere questa mia esigenza di trasformare e migliorare ciò che mi circondava. Così, durante una giornata di lockdown, ho capito finalmente come poter essere parte del cambiamento.’’ Mi chiamo Sofia, ho 21 anni, frequento il terzo anno di Fashion Design & Accessories, sono anche la creatrice e designer del brand genderless e sostenibile: EVE1. Durante il percorso di studi all’università, ho iniziato il percorso di avvicinamento al mondo della sostenibilità. Spinta dal desiderio di conoscere i lati “oscuri” del mondo della moda, ho cominciato a evidenziare quante crepe esistessero all’interno di questo sistema produttivo. A partire dall’eccesso di merce prodotta senza una reale necessità o gli sprechi di materiale che dopo qualche tempo venivano ammassati in un magazzino buio e dimenticato. Tutto ciò mi ha reso cosciente della necessità di creare un’alternativa sostenibile e circolare. Cominciando a scrivere la mia tesi di laurea, ho acquisito consapevolezza nel dettaglio dell’universo di sprechi che genera il mondo della moda, tanti purtroppo. Concentrarmi su cosa non posso fare però, non è mai stato il mio forte e lo considero un dispendio inutile di energie, così lasciando da parte i macro-ambienti non controllabili direttamente da me mi sono focalizzata su cosa invece io potessi cambiare nel mio piccolo. A ottobre 2020, durante un pomeriggio di lockdown decisi di sfruttare i momenti di pausa in casa per riordinare tutti i tessuti rimanenti dai vecchi progetti universitari, erano davvero tantissimi e mi sono subito resa conto di quanto fosse stressante l’idea di doverli gettare via inutilmente, così mi sono chiesta: ‘‘Perché...
  • 8 June 2021

    Circular Threads

    Versione Italiana Comunicato Stampa Circular Threads Tondo presenta il primo studio italiano sulla relazione tra industria del tessile ed Economia Circolare per valutare il livello di circolarità del settore nel Nord Italia Tondo, Fondazione Pistoletto, Associazione Tessile e Salute e Rén sono lieti di annunciare la presentazione dello studio Circular Threads, che verrà illustrato per la prima volta presso la sede della Fondazione Pistoletto a Biella il 22 giugno dalle ore 14:30 alle ore 18:30.   Lo studio Circular Threads è stato sviluppato con l’intenzione di promuovere la transizione verso l’Economia Circolare nell’industria tessile attraverso una prima misurazione del livello di sostenibilità e circolarità su scala settoriale e aziendale. L’industria tessile rappresenta un settore cruciale dell’economia italiana. L’adozione di modelli produttivi basati sui principi dell’Economia Circolare permetterebbe a questo settore di diventare non solo più sostenibile, ma anche più resiliente, efficiente e redditizio. “Misurare la sostenibilità, saperla valorizzare senza cadere nei luoghi comuni del greenwashing e mantenere alti i valori dell’etica, questi sono i fattori che possono aiutare le manifatture a differenziarsi” – commenta Marco Piu, Direttore di Associazione Tessile e Salute. La ricerca, che ha coinvolto circa 300 aziende, è stata condotta su 3 livelli di analisi (desk search, questionario, misurazione della circolarità) fornendo una panoramica della situazione attuale del settore, con l’obiettivo ultimo di comprendere i gap esistenti e di accelerare la transizione verso l’Economia Circolare nell’industria tessile, anche grazie all’identificazione delle best practices e delle principali sfide da affrontare. “La volontà di portare avanti questo studio – racconta Alberto Monti, Head of Research di Tondo – nasce dalla consapevolezza dell’esistenza di una serie di criticità che il settore del tessile si trova a dover affrontare, ma anche dalla convinzione che i principi dell’Economia Circolare possano servire non solo per far diventare l’intero settore più sostenibile, ma anche più produttivo, redditizio e...
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