#trust

  • By Giovanna Matrone and Simone Bambagioni, Tondo associates English Every day organizations take decisions with a direct impact on their internal and external stakeholders. In order to build trust and make stakeholders understand the organization’s true value, risks and opportunities linked to these decisions need to be transparently communicated. A key enabler to realize this process is the sustainability report. A corporate sustainability report is a periodical report released by companies with the goal of making public their commitments – as well as their actions – in social and environmental areas. Although it isn’t (yet) mandatory, an increased interest of public opinion on these areas pushes companies to disclose non-financial information about how they operate and run their social and environmental challenges. So, it becomes mandatory for organizations to give insights about how they’re taking care of environmental (CO2 production, raw material use, energy management) and social (Diversity Equity and Inclusion, respect for human rights) concerns. Being a not-mandatory self-initiative, there is not a regulatory standard to refer to. Therefore, to make this reporting as useful as possible for companies as well as for stakeholders, a unified – widely recognized – standard is required allowing reports to be quickly assessed, fairly judged, and simply compared. Since international companies have started developing sustainability reports, the most used framework is the Global Reporting Initiative (GRI). However, while some (medium-large) organizations choose to write a standardized report useful for specific certifications, others opt instead for a free-style report. Either way, some items are often included: a CEO statement briefly introducing the vision and the drivers behind the sustainability report; a presentation of the organization’s governance structure and business model; a SWOT analysis for opportunities and threats linked to company’s business; a materiality analysis in which the main worries of the organization and stakeholders...
  • 29 January 2021

    Leila

    By Leila Team Versione Italiano CHI SIAMO Leila Bologna nasce nel 2016 come associazione culturale e di promozione sociale con l’idea di essere uno strumento di risparmio economico e di tutela ambientale attraverso la cultura della condivisione. Infatti, è un luogo che ospita oggetti che si possono prendere in prestito senza doverli acquistare. La nostra attività si è ispirata a Leila Berlino, un progetto nato con l’obiettivo di condividere gli oggetti istituendone di fatto la prima biblioteca degli oggetti Leila Bologna ha poi deciso di svilupparsi e declinarsi così come la vediamo oggi. Al momento, purtroppo, non esiste ancora una rete europea ma speriamo di poterla tessere presto. In fondo abbiamo bisogno di utilizzare, non di possedere. Ad oggi, l’associazione conta circa 230 soci e un direttivo composto da quattro giovani che investono il loro tempo, energia e creatività nel progetto. Ciò che manda davvero avanti Leila, però, sono i soci che ogni giorno passano da Via Luigi Serra, dove l’associazione ha allestito una vera e propria biblioteca degli oggetti, e non solo usufruiscono del servizio di prestito, ma creano continui legami e scambi di pratiche e conoscenze. COME FUNZIONA Per poter accedere al servizio di prestito, il socio si impegna a condividere un proprio oggetto per l’intero periodo di validità della tessera personale ottenibile con un contributo annuale. Solo in seguito, questo potrà prendere in prestito qualsiasi oggetto facente parte della biblioteca, gratuitamente. Il mettere in prestito un oggetto non è un semplice scambio, ma sancisce l’ingresso in una pratica di condivisione e fiducia. OBIETTIVI Leila si pone tre obiettivi fondamentali che ne caratterizzano il funzionamento e la filosofia. Questi tre costituiscono i pilastri sui quali fondiamo la nostra attività e che promuoviamo ogni giorno. 1. Creazione di cultura e socialità. Uno dei primi obiettivi di Leila è quello...
Social Share Buttons and Icons powered by Ultimatelysocial