Promuovere l’economia circolare attraverso l’innovazione

Promuovere l’economia circolare attraverso l’innovazione: Approfondimenti da diversi casi studio

L’economia circolare è un concetto trasformativo che si sta affermando tra i politici, i ricercatori e le imprese impegnate nella sostenibilità. Questo approccio enfatizza un sistema rigenerativo di produzione e consumo in cui le risorse vengono riutilizzate, riducendo i rifiuti e minimizzando l’impatto ambientale. Il documento “Fostering Circular Economy through Open Innovation: Insights from Multiple Case Studies” di Francesco Antonio Perotti, Augusto Bargoni, Paola De Bernardi e Zoltan Rozsa offre uno sguardo approfondito su come le strategie di innovazione possano promuovere le pratiche di economia circolare.


Introduzione

L’economia circolare rappresenta un argomento molto discusso che ha attirato l’interesse di politici, fondazioni, ricercatori e aziende impegnate per un futuro prospero e sostenibile. Le organizzazioni sensibili alla sostenibilità stanno traducendo le loro pratiche e i loro processi per allinearsi ai principi dell’economia circolare, creando modelli di business circolari. Le aziende svolgono un ruolo cruciale in questa transizione, innovando i modelli di business per gestire le risorse in modo efficiente, produrre in modo più pulito e creare prodotti durevoli e riciclabili.


Nonostante i progressi, permangono sfide significative. Il cambiamento climatico, l’esaurimento delle risorse, la sicurezza alimentare e la perdita di biodiversità continuano a rappresentare delle minacce. Attualmente, solo il 7,2% dell’economia globale è circolare, una cifra che deve raddoppiare entro il 2032 per evitare il collasso climatico. Lo spreco alimentare globale da parte delle famiglie e dell’industria agroalimentare ammonta a circa 1 miliardo di tonnellate all’anno, evidenziando l’urgente necessità di pratiche di recupero efficaci nel quadro dell’economia circolare.


Contesto

L’economia circolare offre un approccio efficace per raggiungere la rigenerazione ambientale e lo sviluppo sostenibile. Tuttavia, le barriere allo sviluppo di modelli di business circolari sono prevalenti. Le innovazioni orientate alla sostenibilità richiedono conoscenze e collaborazioni sostanziali, rendendo necessarie partnership con altre organizzazioni per sviluppare processi e prodotti circolari. Le interazioni inter-organizzative e inter-industriali facilitano lo sviluppo del business circolare, ma la letteratura manca di una visione completa delle relazioni tra le parti interessate e dei meccanismi di collaborazione essenziali per lo sviluppo di modelli di business circolari collaborativi.


Le alleanze strategiche migliorano le pratiche circolari promuovendo la collaborazione della catena di approvvigionamento e l’allineamento nel coordinamento tecnico e di processo. La condivisione delle risorse, come la conoscenza, aiuta le aziende a superare la competizione e a creare un ambiente collaborativo. Le pratiche di innovazione aperta, comprese le strategie in entrata, in uscita e accoppiate, supportano le imprese circolari nel superare le barriere tecnologiche e tecniche all’implementazione dei processi circolari e allo sviluppo dei prodotti.


Metodologia dei casi studio

Questo studio impiega una metodologia esplorativa di studio di casi multipli per indagare due diversi approcci collaborativi inter-organizzativi. I dati sono stati raccolti da 13 organizzazioni coinvolte in due reti collaborative volte a stabilire pratiche di upcycling per recuperare i rifiuti dell’industria alimentare e delle bevande. La raccolta e l’analisi dei dati si sono basate su un posizionamento filosofico realista critico, che ha permesso di comprendere a fondo i meccanismi di collaborazione e il ruolo degli stakeholder.


Risultati

Lo studio delinea la natura di due approcci collaborativi distinti per perseguire un sistema di produzione rigenerativo attraverso strategie di innovazione aperta: una catena di approvvigionamento circolare e un’architettura di ecosistema circolare. I risultati principali includono la caratterizzazione dei ruoli di coordinatore e orchestratore nelle CBM collaborative.


Filiera circolare: Questo approccio prevede l’integrazione dei principi circolari nella catena di approvvigionamento, concentrandosi sull’efficienza delle risorse e sulla riduzione dei rifiuti. Le aziende della filiera collaborano per innovare i processi e i prodotti, garantendo la sostenibilità lungo tutto il ciclo di vita della produzione.


Ecosistema circolare: Questo modello enfatizza una rete più ampia di soggetti interessati, tra cui fornitori, produttori, consumatori e responsabili politici, che collaborano per creare un sistema rigenerativo. L’approccio ecosistemico sottolinea l’importanza della collaborazione intersettoriale e dell’impegno delle parti interessate per raggiungere gli obiettivi dell’economia circolare.


Implicazioni per la pratica

Questo studio fornisce indicazioni preziose per i manager delle aziende orientate alla sostenibilità che cercano di implementare pratiche di upcycling. I risultati evidenziano l’efficacia delle strategie di innovazione aperta nel promuovere lo sviluppo del business circolare. Facendo leva su risorse critiche e competenze diverse, le aziende possono promuovere innovazioni orientate alla circolarità e superare gli ostacoli all’implementazione di modelli di business circolari.


Caso di studio: Economia circolare nell’industria alimentare e delle bevande

Per illustrare l’applicazione dell’innovazione aperta nella promozione di un’economia circolare, si consideri l’industria alimentare e delle bevande, che deve affrontare sfide significative nella gestione dei rifiuti. I modelli lineari tradizionali in questo settore spesso producono rifiuti consistenti, dalle fasi di produzione a quelle di consumo. Tuttavia, l’adozione di un approccio circolare può ridurre drasticamente i rifiuti e migliorare la sostenibilità.


Reti di collaborazione

Nei casi di studio esaminati, le reti di collaborazione hanno svolto un ruolo cruciale nello sviluppo di pratiche circolari. Queste reti comprendevano diversi soggetti interessati, come produttori di alimenti, aziende di imballaggio, imprese di gestione dei rifiuti e istituti di ricerca. Condividendo conoscenze e risorse, questi soggetti sono stati in grado di sviluppare soluzioni innovative per riciclare i rifiuti alimentari in prodotti di valore.


Per esempio, una rete si è concentrata sulla trasformazione delle bucce di frutta e verdura in materiali da imballaggio biodegradabili. Questo non solo ha ridotto i rifiuti, ma ha anche fornito un’alternativa ecologica ai tradizionali imballaggi in plastica. Un’altra rete ha esplorato la conversione dei rifiuti di birreria in mangimi per animali e bioenergia, dimostrando il potenziale dei processi circolari per creare molteplici flussi di valore dai rifiuti.


Innovazioni tecnologiche

I progressi tecnologici sono essenziali per l’attuazione di pratiche di economia circolare. Gli studi di caso hanno evidenziato diverse innovazioni tecnologiche che hanno facilitato il recupero e il riciclaggio dei rifiuti. Ad esempio, le tecnologie avanzate di selezione hanno permesso una separazione più efficiente dei diversi tipi di rifiuti, rendendo più facile il riciclo e l’upcycle dei materiali.


Inoltre, sono stati impiegati processi biotecnologici per convertire i rifiuti organici in prodotti a base biologica. I trattamenti enzimatici e la fermentazione microbica sono stati utilizzati per scomporre la materia organica complessa in composti più semplici, utilizzabili come materie prime per nuovi prodotti. Queste innovazioni tecnologiche non solo hanno migliorato l’efficienza delle risorse, ma hanno anche aperto nuove opportunità di business nel quadro dell’economia circolare.


Supporto in policy e normative

Il successo dell’implementazione di pratiche di economia circolare richiede spesso policy e normative di supporto. I governi e gli enti normativi svolgono un ruolo fondamentale nella creazione di un ambiente favorevole ai modelli di business circolari. Gli studi di caso hanno sottolineato l’importanza di quadri politici che incentivino la riduzione dei rifiuti, il riciclaggio e l’adozione di pratiche sostenibili.


Ad esempio, alcune regioni hanno introdotto incentivi fiscali e sussidi per le aziende che investono in tecnologie e processi circolari. Altre hanno implementato norme rigorose sullo smaltimento dei rifiuti, incoraggiando le imprese a trovare modi innovativi per ridurli. Inoltre, sono state lanciate campagne di sensibilizzazione e iniziative educative per promuovere i vantaggi dell’economia circolare e incoraggiare la partecipazione dei consumatori.


Sfide e opportunità

La transizione verso un’economia circolare offre numerosi vantaggi, ma presenta anche diverse sfide. Una delle sfide principali è la necessità di investimenti significativi in nuove tecnologie e infrastrutture. Molte aziende possono esitare a investire in pratiche circolari a causa dei costi iniziali e delle incertezze associate ai nuovi modelli di business.


Inoltre, può essere difficile ottenere una collaborazione efficace tra diversi stakeholder. Le diverse organizzazioni possono avere priorità e capacità diverse, rendendo difficile allineare i loro sforzi verso obiettivi circolari comuni. La creazione di fiducia e di canali di comunicazione efficaci è fondamentale per superare queste barriere.


Nonostante queste sfide, le opportunità offerte dall’economia circolare sono notevoli. Le aziende che adottano con successo pratiche circolari possono ottenere un vantaggio competitivo riducendo i costi, migliorando l’efficienza delle risorse e migliorando la reputazione del proprio marchio. Inoltre, i modelli commerciali circolari possono aprire nuovi mercati e flussi di reddito, contribuendo alla sostenibilità economica a lungo termine.


Direzioni future

Lo studio fornisce una base per la ricerca e la pratica future nel campo dell’economia circolare. Poiché il concetto continua a evolversi, sono necessari ulteriori studi per esplorare l’efficacia dei diversi approcci collaborativi e il ruolo dei vari stakeholder nel promuovere le innovazioni circolari. Inoltre, gli studi longitudinali possono fornire indicazioni sull’impatto a lungo termine delle pratiche circolari sulle prestazioni aziendali e sulla sostenibilità ambientale.


In pratica, le aziende dovrebbero continuare a sperimentare e perfezionare i loro modelli di business circolari. Sfruttando l’innovazione aperta e promuovendo reti di collaborazione, le imprese possono guidare la transizione verso un’economia più sostenibile e rigenerativa. Anche i politici dovrebbero continuare a sostenere questi sforzi, creando contesti normativi favorevoli e promuovendo la consapevolezza pubblica dei vantaggi dell’economia circolare.


Conclusioni

La transizione verso un’economia circolare richiede uno sforzo di collaborazione da parte di diversi soggetti interessati. L’innovazione svolge un ruolo cruciale in questo processo, facilitando la condivisione delle conoscenze, l’efficienza delle risorse e i meccanismi di collaborazione. Questo studio contribuisce alla letteratura sull’economia circolare svelando il ruolo dell’innovazione aperta nel promuovere lo sviluppo di imprese circolari. Per gli operatori del settore, gli spunti offerti possono guidare l’implementazione di pratiche sostenibili, garantendo un futuro prospero e sostenibile.


This text is an excerpt from an article published under the following reference: “Perotti, Francesco Antonio; Bargoni, Augusto; De Bernardi, Paola; Rozsa, Zoltan, Fostering circular economy through open innovation: Insights from multiple case study”

The text can be read in full at this link. Want to learn more about the circular economy and its issues? Visit Tondo’s blog!

Paola De Bernardi

Paola De Bernardi è docente di Sistemi di controllo di gestione e di Gestione dell’economia circolare presso l’Università di Torino. Le sue attività di ricerca comprendono diverse aree tra cui: Innovazione sostenibile dei modelli di business; Università imprenditoriale; Impatto della digitalizzazione e delle tecnologie Industry 4.0 sui modelli di business; Rete alimentare alternativa ba... Continua a leggere

Paola De Bernardi è docente di Sistemi di controllo di gestione e di Gestione dell’economia circolare presso l’Università di Torino. Le sue attività di ricerca comprendono diverse aree tra cui: Innovazione sostenibile dei modelli di business; Università imprenditoriale; Impatto della digitalizzazione e delle tecnologie Industry 4.0 sui modelli di business; Rete alimentare alternativa basata su piattaforma digitale e molti altri. Dal 2019 ha guidato diversi hackathon come EUvsVirus e il progetto European H2020 Knowledge and Innovation Communities (EIT-KIC) Digital Education Hackathon nell’ambito della strategia europea “Digital Education Action Plan” con la sfida: “DigieduHack 4 Urban Food Circularity”. È membro dell’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA/SIDREA) e membro dell’ECESP Leadership group-Food Waste, Food Systems, Bioeconomy. Collabora con EIT Food dal 2018, iniziando come coordinatrice per l’Università di Torino dei programmi Global Food Venture (GFV) e Innovator Fellowship. Sta conducendo diversi programmi di formazione (scuole estive, MOOC, corsi di sviluppo professionale o PMI, ecc.) ed è mentore di EIT Food Accelerator Network (EIT FAN) dal 2020. Per conto del Dipartimento di Management è stata accettata come partner del New European Bauhaus. Sta progettando e sviluppando per la comunità EIT NEB il primo Short Open Online Course sul New European Bauhaus per la piattaforma digitale Future Learn.

Paola De Bernardi ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l’Università di Torino nel 1993 ed è stata borsista e tutor presso la Facoltà di Economia dell’Università del Piemonte Orientale dal 1994 al 1999. Dal 2019 fa parte dell’Editorial Advisory Board del British Food Journal e ha lavorato a diversi progetti come il programma MIUR, Bando Piattaforma Tecnologica “Industria 4.0″, Food Digital Monitoring” (2018-2020) e il progetto Horizon 2020 “Smart Circular Procurement (CircPRO)” (2018-2023). È intervenuta in diversi eventi sull’Economia Circolare e ha all’attivo numerose pubblicazioni come Università imprenditoriali; Un’analisi bibliometrica all’interno dei domini di business e management 2021; Il contributo delle apparecchiature basate su sensori alla valutazione del ciclo di vita attraverso il miglioramento della raccolta dei dati nell’industria 2021 e La rilevanza dei rischi legati al clima sull’informativa finanziaria e non finanziaria delle società quotate italiane 2019. Vedi Google Schoolar https://scholar.google.com/citations?hl=it&user=zIVFBYwAAAAJ&view_op=list_works&sortby=pubdate