Conosciamo le Startup

Taranto CirTech

Nel nostro programma di accelerazione, l’innovazione si concretizza attraverso i progetti delle startup che hanno superato la fase di selezione e stanno affrontando un percorso strutturato di crescita, mentoring e validazione del mercato.

Per rispondere al meglio alle diverse fasi di maturità dei progetti candidati, il programma di accelerazione è stato strutturato in tre fasce distinte di partecipazione: Pre-accelerazione, Accelerazione e Post-accelerazione. 

Pre-accelerazione

I progetti ammessi in Pre-Accelerazione hanno un’idea definita e un’ipotesi di soluzione, ma devono ancora validarne la fattibilità tecnica o economica. Si lavora su problem/solution fit, metriche di valutazione, prototipi e coinvolgimento di utenti e stakeholder del territorio. Gli incontri di mentorship individuali servono a consolidare i dati raccolti e a costruire una roadmap chiara per proseguire lo sviluppo.


Accelerazione

I progetti in Accelerazione hanno basi solide che vanno consolidate sul campo. Il percorso di mentorship si concentra su definizione del financial plan, Proof of Concept con partner industriali e strategia di go‑to‑market.


Post-accelerazione

Le realtà in Post‑Accelerazione hanno già raggiunto un livello di validazione avanzato, quindi il lavoro è mirato. I mentor di business accompagnano il team su fundraising, certificazioni e consolidamento del mercato. Si rafforzano le posizioni acquisite e si pianifica l’espansione senza perdere controllo operativo.


Scopri di più

In questa sezione presentiamo soluzioni concrete sviluppate per rispondere a bisogni reali, con potenziale di impatto in settori strategici. Scopri i team, le tecnologie adottate e le applicazioni reali su cui stanno lavorando, con l’obiettivo di trasformare idee promettenti in iniziative imprenditoriali solide e scalabili.

iMENSA – Ingenium

WASTE
iMENSA Circle trasforma la mensa universitaria in un hub circolare e digitale: gli studenti prenotano i pasti tramite app, mentre un algoritmo di AI prevede le quantità e riduce gli sprechi alla fonte. In parallelo, contenitori riutilizzabili “smart” sostituiscono l’usa‑e‑getta e una dashboard cloud coordina fornitori locali, slot di consegna elettrici e recupero degli scarti destinati al biogas. Una blockchain “light” certifica la CO₂ evitata e distribuisce “Circular Credits” a utenti e partner, creando incentivi misurabili. L’obiettivo è concreto: –20% di food waste, –15% di chilometri percorsi, –80% di packaging monouso, generando al tempo stesso nuova economia per i produttori pugliesi. La piattaforma nasce al campus di Taranto ma è pensata per scalare in qualunque community di food service.

Phytoroots

WASTE
Phytoroots nasce per bonificare le aree S.I.N. di Taranto attraverso il fitorisanamento con due ceppi legali di Cannabis sativa. Queste varietà assorbono gli inquinanti dal suolo, ma non ne trattengono quantità dannose in semi e fusto: così ogni parte della pianta resta valorizzabile. L’olio estratto dai semi, le fibre tessili e la biomassa trovano sbocchi in filiere diverse (tessile, cosmetica, lubrificanti, biogas) creando nuove opportunità per le imprese locali. In parallelo, tecnologie “deeptech” a basso impatto come la digestione anaerobica e la steam explosion permettono di trasformare gli scarti in energia e di rendere le fibre pronte per l’industria. Il risultato è un modello di economia circolare che rigenera il terreno, riduce i rifiuti e genera prodotti a valore aggiunto, con benefici concreti per la comunità tarantina e per l’intero ecosistema produttivo.

2pack

WASTE
2pack mira a realizzare un materiale idrorepellente a base carta, facile da riciclare, partendo da scarti di pescato e altri residui organici non alimentari. La tecnologia consiste nell’estrazione di un coating idrofobico da queste biomasse e nella sua applicazione su supporti biodegradabili; un successivo processo di fissazione porta al materiale finale. L’obiettivo è duplice: ridurre l’inquinamento e rispondere alle normative comunitarie che richiedono alternative alla plastica, garantendo al contempo costi di produzione sostenibili. Diversamente dalle soluzioni che impiegano materiali di origine alimentare (come il PLA derivato dal mais), la proposta valorizza rifiuti non edibili. Il packaging risultante è applicabile nei settori della GDO e della cosmesi.

B&Y

WASTE
B&Y nasce dall’esperienza maturata nella marmeria di famiglia e dalla consapevolezza che polveri, fanghi e rottami lapidei smaltiti in discarica rappresentano uno spreco di risorse e un costo ambientale ed economico. La startup trasforma questi scarti in una malta a basso impatto ambientale, stampabile in 3D con tecnologia LDM (Liquid Deposit Material), destinata ad arredi e componenti edilizi secondo i principi dell’economia circolare. L’opportunità di mercato è legata alla crescente domanda di prodotti sostenibili da parte di consumatori, aziende ed enti istituzionali e all’evoluzione delle normative europee in ambito ambientale. Il progetto si configura come un’innovazione ad alto impatto nel cleantech e nel construction tech: il modello è scalabile e replicabile, coerente con gli obiettivi di transizione ecologica e decarbonizzazione. Grazie all’integrazione tra scarti valorizzati, leganti idraulici specifici a basso impatto e tecnologie digitali, B&Y propone un’alternativa concreta ai materiali tradizionali, con benefici ambientali, economici e occupazionali.

BlueGeo – Nature-based marine solutions

BLUE ECONOMY
Il progetto nasce per offrire una risposta concreta ai problemi che colpiscono il litorale pugliese, e più in generale le coste italiane e del Mediterraneo: l’avanzata del mare e l’erosione delle spiagge basse sabbiose, da cui dipendono turismo, economie locali e biodiversità. L’obiettivo di BlueGeo è mettere a disposizione dei sistemi di tutela dei litorali, naturali o antropizzati, sviluppando e industrializzando i propri brevetti.

CrioPura

WATER
CrioPurA ha sviluppato un cryogel polimerico che rimuove sostenze tossiche dall’acqua (arsenico, cromo, boro, fosfati). Lavora più a lungo dei filtri tradizionali e può essere rigenerato più volte, riducendo costi e rifiuti. È inoltre personalizzabile in forma e dimensioni, si inserisce nei sistemi esistenti senza stravolgerli ed è prodotto con un processo ecologico che riduce CO₂ e costi di smaltimento. Oltre a purificare, permette di recuperare elementi di valore (come i fosfati), trasformando uno scarto in nuova risorsa. Il modello è B2B: CrioPurA fornisce il materiale, mentre distribuzione e service sono esternalizzati. La tecnologia è coperta da brevetti in Europa, Cina e USA.

Myconic

WASTE
Myconic sostituisce termoplastiche e additivi tossici con materiali rigenerativi ottenuti da scarti agroalimentari e il micelio dei funghi. Il primo mercato è l’elettronica di consumo, dove la plastica può arrivare al 65% del prodotto ed è spesso additivata con ritardanti di fiamma bromurati; i micomateriali sviluppati da Myconic, grazie alle proprietà del micelio, eliminano la necessità di questi composti. Le linee principali sono due: un filamento per stampa 3D per componenti strutturali/esterne e un materiale spugnoso alternativo alla gommapiuma. Il target è B2B(2C), con possibile apertura al consumer.

Techloop

WASTE
TRACE è una piattaforma che rende trasparente e intelligente la gestione dei rifiuti urbani. Sensori e dispositivi collegati ai contenitori permettono di sapere quando intervenire, ottimizzare i percorsi dei mezzi e applicare in modo equo la TARIP (Tariffa Rifiuti Puntuale). Un assistente digitale dialoga con cittadini, operatori e amministrazioni in linguaggio semplice e naturale, fornendo avvisi e report immediati. Risultato: meno viaggi a vuoto e più raccolta differenziata. Plug‑and‑play, interoperabile e funzionante anche offline, TRACE si rivolge a enti locali e multiutility che vogliono efficienza, sostenibilità e decisioni basate su dati.

Arabat

WASTE
AraBat è una startup cleantech che affronta il problema del riciclo delle batterie al litio e di altri rifiuti industriali critici: recuperare metalli come litio, cobalto e nichel senza impatti elevati. La soluzione è un processo idrometallurgico bio‑based brevettato che utilizza scarti vegetali locali (bucce d’arancia e altre biomasse) per estrarre fino al 95% dei metalli preziosi, con emissioni ridotte e bassi consumi energetici. La tecnologia, validata in laboratorio e su scala pilota, è pensata per essere scalabile e adattabile ai territori, attivando filiere circolari e simbiosi industriale. Il modello di business prevede licensing o co‑sviluppo con operatori del riciclo, industrie che vogliono decarbonizzare e consorzi per la gestione dei rifiuti tecnologici. L’obiettivo è diventare un attore chiave della transizione ecologica, integrando industria e natura con una piattaforma replicabile a livello globale.

Be.Me

ADVANCED MATERIALS
Be.Me sviluppa il primo elettrodo bio‑derivato e circolare per batterie e supercondensatori, combinando bio‑polimeri termoplastici naturali con carbonio elettricamente conduttivo ricavato dal riciclo di materiali compositi. Il risultato è un componente “drop‑in” che sostituisce parti metalliche e plastiche tradizionali, elimina solventi e additivi nocivi (come i PFAS) e riduce costi ed emissioni lungo la filiera. Pensato inizialmente per l’elettronica di consumo, dove la plastica può rappresentare fino al 65% del prodotto, il materiale offre prestazioni tecniche elevate (resistenza al fuoco e all’acqua, leggerezza, durata) restando naturale e biodegradabile. La piattaforma è modulare e si integra nei processi produttivi esistenti, aprendo la strada a componenti più sicuri e sostenibili per diversi sistemi di accumulo energetico.

W3DS

WASTE
W3DS trasforma i gusci dei mitili, oggi rifiuti dell’acquacoltura, in carbonato di calcio e aggregati per massetti autolivellanti, prefabbricati e malte pensate anche per la stampa 3D. Integra un modello di economia circolare con tecnologie avanzate che ottimizzano i processi e riducono l’impatto ambientale. Il PoC è stato completato in laboratorio e su scala pilota: i materiali ottenuti hanno purezza e prestazioni paragonabili (o superiori) a quelli di cava, e la filiera di trattamento è già progettata per essere modulare e scalabile. Il modello di business combina produzione di premiscelati per l’edilizia, partnership con cementifici e con la filiera ittica, oltre ad attività educative su circular economy e 3D printing. Obiettivo: diventare il riferimento per materiali sostenibili specifici per bioedilizia e costruzioni additive.

Promotore e organizzatore


Tondo supporta analisi, studi, ricerche scientifiche, progettualità, sperimentazioni, ed attività operative relative ad interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente, ed all’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, seguendo i principi dell’Economia Circolare.

Partner scientifici


I partner scientifici mettono a disposizione il loro know-how tecnico e scientifico, contribuendo in modo essenziale allo sviluppo del programma. Il loro coinvolgimento è fondamentale per garantire rigore metodologico, supporto nella valutazione delle soluzioni e accompagnamento tecnico-specialistico durante le fasi chiave del percorso.

Partner istituzionali


I partner istituzionali svolgono un ruolo strategico nel connettere ricerca e innovazione al mondo produttivo. Grazie alla loro esperienza operativa, alle risorse tecniche e alla conoscenza diretta del mercato, contribuiscono allo sviluppo e alla validazione delle soluzioni più promettenti. Il loro coinvolgimento attivo, anche tramite mentoring e affiancamento, favorisce la crescita di un ecosistema orientato all’innovazione e alla sostenibilità industriale.

Ecosystem partners


Gli ecosystem partners mettono a disposizione il proprio network e le competenze tecnico-metodologiche per rafforzare l’ecosistema dell’innovazione e attivare sinergie ad alto impatto. Contribuiscono all’individuazione e allo sviluppo di progetti, offrendo supporto attraverso un affiancamento specialistico che favorisce il trasferimento tecnologico e la valorizzazione della ricerca.

Partner finanziari


I partner finanziari svolgono un ruolo strategico nella valutazione del potenziale di crescita delle startup più promettenti. Grazie alla loro esperienza nell’analisi delle opportunità imprenditoriali e nella comprensione delle dinamiche di sviluppo, contribuiscono a individuare le iniziative più solide e scalabili. Il loro coinvolgimento sostiene la crescita di un ecosistema innovativo e sostenibile.

Media partner


I media partner svolgono un ruolo fondamentale nella promozione e nella diffusione dell’iniziativa a un pubblico ampio e diversificato. Grazie ai loro canali, contribuiscono a far conoscere il progetto, amplificarne la visibilità e coinvolgere nuove community, favorendo così una partecipazione più estesa e consapevole.

Progetto “Taranto CirTech: Taranto Circolare – Call 4 Deep Tech Ideas” realizzato in seguito alla partecipazione di Tondo al progetto MUSA – Multilayered Urban Sustainability Action, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, PNRR Missione 4 Componente 2 Linea di Investimento 1.5: Creazione e rafforzamento degli “ecosistemi dell’innovazione”, costruzione di “leader territoriali di R&S”