Rehub

Rehub è una startup con sede a Murano, nata con l’obiettivo di affrontare il problema del vetro non riciclabile, una delle principali criticità ambientali legate al ciclo del vetro. Molti degli scarti generati dalle attività vetrarie, in particolare quelli decorati, contaminati o frammentati in modo non trattabile, non possono essere rifusi attraverso i normali processi industriali. Di conseguenza, finiscono spesso in discarica, perdendo completamente il loro valore materiale e culturale. Rehub interviene proprio su questo tipo di rifiuto, sviluppando un metodo innovativo e brevettato che consente di recuperare il vetro a fine vita trasformandolo in un materiale completamente nuovo, denominato revéro.


Il processo ideato da Rehub si distingue per essere a temperatura ambiente, ovvero non prevede la fusione del vetro come avviene nei sistemi tradizionali. Questo comporta un risparmio energetico significativo, stimato intorno al 70% rispetto alle tecniche convenzionali. Il vetro viene raccolto, selezionato, pulito e successivamente ridotto in polvere. A questa polvere viene aggiunto un legante sviluppato internamente, che consente di ottenere una massa lavorabile simile a una pasta, chiamata revéro.


Revéro rappresenta una soluzione sostenibile che non solo permette di recuperare un materiale destinato allo smaltimento, ma apre anche a nuove possibilità espressive e produttive. La pasta di vetro può essere colorata, texturizzata e modellata in forme complesse, adattandosi a molteplici applicazioni, dal design all’arredamento, passando per progetti architettonici o collaborazioni con artisti e aziende. Il materiale consente una grande libertà creativa, pur mantenendo un’identità coerente con l’origine del vetro, che viene reinterpretato in una nuova chiave estetica e funzionale.


Uno degli aspetti più significativi dell’approccio Rehub è l’attenzione all’intera filiera del recupero, che parte dal territorio muranese e si sviluppa attraverso un modello collaborativo e circolare. Il materiale di scarto, proveniente perlopiù dalle fornaci dell’isola, viene reintrodotto in un ciclo produttivo virtuoso, che evita lo spreco e valorizza la memoria artigianale del vetro. Questo processo di rigenerazione ha anche una forte componente simbolica: ogni pezzo realizzato con revéro racconta la storia del materiale da cui nasce, trasformando ciò che era considerato un rifiuto in un oggetto di design contemporaneo.


Murano, con la sua lunga storia vetraria, rappresenta il luogo ideale per dare vita a questo tipo di sperimentazione. Il lavoro di Rehub non si limita alla produzione di un materiale innovativo, ma include anche un’importante riflessione culturale sul significato del riuso e sulla possibilità di riscrivere il ciclo di vita degli oggetti. In questo senso, revéro non è solo un’alternativa tecnica al vetro tradizionale, ma un simbolo di rigenerazione e di nuova visione per l’industria dei materiali.


Attraverso la sua attività, Rehub dimostra che è possibile trasformare una criticità ambientale in una risorsa, coniugando responsabilità ecologica, qualità estetica e innovazione produttiva. Il vetro non riciclabile non è più un materiale a fine corsa, ma il punto di partenza per una nuova narrazione circolare.


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Emma Salioni

Laureata in Gestione dei contenuti digitali per i media, le imprese e i patrimoni culturali, Emma Salioni si interessa da sempre di sostenibilità ed economia circolare. Dopo un periodo passato a lavorare in Olanda, ha iniziato a collaborare con Tondo gestendo comunicazione e i social media, oltre che supportando l'organizzazione di hackathon ed eventi.