Economia Circolare a Taranto: una nuova rotta per la città dei due mari
Taranto è spesso ricordata per la sua storia millenaria e per la sua centralità industriale, ma oggi è anche uno dei luoghi più emblematici per comprendere le sfide e le opportunità della transizione ecologica. In un contesto segnato da crisi ambientali e sociali, l’economia circolare può offrire una via di rilancio sostenibile e inclusiva per la città.
Le radici dell’economia circolare a Taranto
L’economia circolare a Taranto non rappresenta soltanto un paradigma teorico o una tendenza emergente, ma una vera e propria necessità dettata dalla storia industriale della città e dalle sue attuali condizioni socio-ambientali. Per decenni, Taranto è stata un simbolo della crescita economica trainata dalla grande industria, in particolare dal settore siderurgico, che ha garantito occupazione ma al costo di gravi impatti ambientali e sanitari. Questo modello lineare – estrai, produci, consuma, smaltisci – ha segnato profondamente il territorio e ora mostra tutti i suoi limiti in termini di sostenibilità, resilienza e giustizia sociale.
L’economia circolare, al contrario, propone un approccio sistemico e rigenerativo, in cui il valore dei materiali, dell’energia e delle risorse naturali viene mantenuto il più a lungo possibile all’interno dei cicli produttivi. Per Taranto, adottare questo modello significa non solo ridurre l’inquinamento e il consumo di risorse, ma anche costruire nuove filiere, promuovere l’innovazione, rafforzare le competenze locali e valorizzare il patrimonio culturale.
Verso un nuovo modello di sviluppo
In questo contesto, l’economia circolare si inserisce come una leva di trasformazione, capace di accompagnare una riconversione economica complessa ma ormai inevitabile. La sua applicazione può spaziare dal recupero dei materiali industriali e dei residui organici, alla progettazione di prodotti più durevoli, riparabili e riciclabili; dalla gestione sostenibile dell’acqua e delle infrastrutture urbane, fino alla creazione di reti locali di scambio e condivisione.
Taranto, con il suo porto, il suo hinterland agricolo, le aree dismesse e le competenze tecniche accumulate, possiede un potenziale significativo per sperimentare pratiche circolari in molteplici settori: dalla logistica portuale alla pesca sostenibile, dall’agroalimentare alla bioeconomia, dall’edilizia rigenerativa all’artigianato. Tuttavia, per rendere questa visione operativa e inclusiva, è essenziale un forte coordinamento tra istituzioni, imprese, università e società civile, oltre a un piano strategico che sappia integrare la circolarità con i bisogni reali del territorio.
Ostacoli strutturali e ambientali
Nonostante la crescente attenzione verso modelli di sviluppo sostenibile, Taranto si trova a dover affrontare numerosi ostacoli strutturali, ambientali e sociali che rallentano la piena adozione dell’economia circolare. Uno dei principali problemi riguarda l’eredità industriale della città: l’area ex-Ilva, uno dei poli siderurgici più grandi d’Europa, rappresenta ancora oggi un simbolo delle contraddizioni tra sviluppo economico e tutela ambientale. Le bonifiche ambientali avanzano lentamente e scontano una forte frammentazione delle competenze, oltre che ritardi burocratici e politici.
A ciò si aggiunge la mancanza di una visione integrata per la gestione delle aree dismesse e delle zone urbane degradate. Senza un chiaro piano di rigenerazione urbana ed ecologica, il rischio è che gli spazi potenzialmente adatti a progetti innovativi restino inutilizzati o diventino oggetto di speculazione. Inoltre, molti edifici pubblici o semi-pubblici necessitano di ingenti investimenti per essere messi a norma e valorizzati. Un altro ostacolo rilevante è la carenza di infrastrutture adeguate per il riciclo, il riuso e la trasformazione dei materiali. Manca una rete capillare di impianti di trattamento che consenta la chiusura dei cicli produttivi sul territorio. La gestione dei rifiuti organici e dei fanghi di depurazione è ancora inefficiente, e la raccolta differenziata resta sotto la media nazionale.
Sfide economiche, sociali e culturali
Dal punto di vista economico, molte imprese locali – soprattutto le PMI – faticano a investire in soluzioni circolari per mancanza di finanziamenti, incentivi e supporto tecnico. Le opportunità del PNRR o dei fondi europei non sono facilmente accessibili, specie per le realtà più piccole, anche a causa della complessità delle procedure. La mancanza di una cabina di regia locale per la transizione ecologica accentua la frammentazione e limita le sinergie tra pubblico, privato e ricerca.
Dal punto di vista sociale, pesa la fragilità del capitale umano. L’alto tasso di disoccupazione, lo spopolamento e la scarsità di nuove competenze ostacolano la costruzione di una comunità stabile attorno ai progetti di lungo termine. Il sistema formativo locale è poco connesso con le esigenze del mercato sostenibile, e mancano percorsi professionali strutturati sulle filiere circolari. Anche le collaborazioni tra università, scuole e imprese sono ancora episodiche. Infine, a livello culturale, occorre rafforzare la consapevolezza collettiva sul valore dell’economia circolare. Servono campagne di educazione, laboratori partecipativi e spazi di dialogo attivo tra cittadini, studenti e amministratori. La vera sfida è far percepire la sostenibilità come una risorsa per il futuro della città.
Taranto Circolare: una piattaforma per la transizione
Taranto, storicamente nota per la sua vocazione industriale, sta vivendo una profonda trasformazione verso un modello di sviluppo più sostenibile, abbracciando i principi dell’economia circolare. Questa transizione è guidata da iniziative come il progetto “Taranto Circolare” e il forum “Re-think Circular Economy”, che mirano a ripensare il tessuto economico e sociale della città.
Il progetto “Taranto Circolare”, promosso da Tondo in collaborazione con Eni, l’Università degli Studi di Bari e il Politecnico di Bari, ha sviluppato una piattaforma che collega aziende, progetti e finanziamenti per favorire la nascita e il potenziamento di idee sostenibili nel territorio.
Uno studio dettagliato ha rilevato che il livello di circolarità del territorio è pari all’8,5%, con un consumo stimato di circa 16,9 milioni di tonnellate di materiali nei principali settori analizzati. Inoltre, la percentuale di energia rinnovabile lorda rispetto al totale dell’energia prodotta è del 21,2%.
Per supportare le imprese e le istituzioni nella transizione, sono stati sviluppati strumenti di misurazione della circolarità basati su metodologie riconosciute a livello internazionale, come il Material Circularity Indicator della Ellen MacArthur Foundation e la specifica tecnica UNI/TS 11820.
Re-think Circular Economy Forum: un laboratorio di idee
Il “Re-think Circular Economy Forum” è un evento annuale organizzato da Tondo che si tiene a Taranto dal 2021. L’edizione del 2024, svoltasi dal 2 al 4 ottobre, ha visto la partecipazione di esperti, startup, aziende e istituzioni per discutere di transizione energetica, mobilità sostenibile, porti circolari, blue economy, valorizzazione dei residui e delle acque.
Durante il forum, si è tenuto anche il “Circular Bootcamp”, organizzato da Eni in collaborazione con Tondo, che ha coinvolto startup della scuola di impresa Joule e aziende locali associate a Open-es e Confindustria. Questo evento ha rappresentato un’opportunità per favorire l’incontro tra imprese e startup e stimolare la nascita di attività innovative nel territorio.
Verso un futuro sostenibile
La transizione di Taranto verso l’economia circolare rappresenta un esempio di come le città possano reinventarsi, affrontando le sfide ambientali e sociali attraverso l’innovazione e la collaborazione tra diversi attori. Progetti come “Taranto Circolare” e il “Re-think Circular Economy Forum” dimostrano che è possibile costruire un futuro più sostenibile, valorizzando le risorse locali e promuovendo un’economia rigenerativa.
Attraverso il sostegno alla ricerca, l’incubazione di imprese e il coinvolgimento del pubblico, Tondo aiuta Taranto e altre città a sviluppare soluzioni circolari che favoriscono la sostenibilità a lungo termine. Man mano che Taranto amplia le sue iniziative circolari, si conferma come modello globale, dimostrando che un futuro sostenibile è alla nostra portata. Scopri di più sul nostro sito web!
