Opportunità e sfide dall’UE?

Roberto Zoboli, Delegato del Rettore per la Ricerca Scientifica e la Sostenibilità dell’Università Cattolica di Milano, per il suo intervento al Re-think Circular Economy Forum tenutosi nel 2020 ha parlato dell’architettura generale del Green Deal europeo individuando diverse aree di azione: l’area della decarbonizzazione e dell’inquinamento zero, l’area della bioeconomia – dal Farm to Fork alla conservazione del capitale naturale e della biodiversità europea, e l’area della transizione verso un’economia circolare nell’UE.

Sfide e Opportunità del Green Deal Europeo

Queste aree possono essere considerate separatamente ma anche in un approccio NEXUS, ha iniziato, che è usato da organizzazioni internazionali e think-thank per studiare le interazioni tra le diverse aree della realtà e delle politiche. Tutte queste interazioni possono essere in sinergia, ma anche in conflitto sui diversi processi e politiche in attuazione. Ad esempio, l’economia circolare può ridurre l’uso di risorse biologiche utilizzando i rifiuti biologici come input, come si fa nella chimica verde. Nel caso della decarbonizzazione, le FER basate sulla biomassa (energia/biocarburanti) possono creare possibili pressioni sulle bio-risorse vergini, specialmente dopo il forte sostegno alle fonti di energia rinnovabile in Europa. Infine, l’economia circolare può fornire materie prime basate sui rifiuti per le FER, riducendo così la domanda di biorisorse vergini. Il riconoscimento di queste interazioni può essere utile per l’integrazione delle politiche e per il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo (EGD) evitando potenziali conflitti.   

Biomateriali nell’UE: Sprechi e Potenziali Soluzioni

A livello europeo, nel NEXUS il focus è sui biomateriali. Sapendo che c’è una grande quantità di residui in produzione (442 mt/anno), c’è un grande potenziale che è in parte non sfruttato ed, in alcuni casi, c’è una forte pressione della domanda su alcuni settori come quello dei residui di legno. Guardando i flussi di biomateriali nell’Unione Europea è possibile notare che queste risorse non sono utilizzate correttamente, una gran parte dei materiali viene sprecata o utilizzata in processi a basso valore:   

  •  L’uso di energia è circa il 72% degli usi totali ed è quattro volte l’uso dei materiali, con grandi emissioni;   
  • Il riciclaggio è solo il 28% dei rifiuti, e l’11% dell’estrazione è direttamente dalla natura;  
  • I rifiuti non riciclati sono il doppio dell’importazione e circa il 38% dell’estrazione nazionale.   

Biomateriali Vergini: Sfruttamento e Innovazione nell’Economia Circolare

Di fronte a queste inefficienze, secondo Zoboli, uno dei problemi è l’elevata combustione di biomassa vergine. Il percorso verso l’uso massiccio di biomateriali vergini per l’energia porta a non sfruttare correttamente la biomassa vergine. Dall’altro lato, prendendo i percorsi di recupero dei materiali per i biomateriali, i modelli di business innovativi possono essere ancora insufficientemente sviluppati e risultare quindi un ostacolo da superare.   

Bioplastiche dalla Conversione dei residui nell’Economia Circolare

C’è un potenziale per le bioplastiche dalla conversione dei residui in polimeri a base biologica. Al momento esiste infatti un crescente interesse industriale per le materie prime rinnovabili non alimentari di seconda e terza generazione come i residui di legno, i sottoprodotti lattiero-caseari, di frutta e verdura, i flussi di rifiuti e le alghe. Un esempio di modelli di business integrati sono le bioraffinerie. Anche in questo caso si cercano materie prime di seconda generazione al di fuori del settore alimentare e dei mangimi per evitare la concorrenza e dare un alto valore al recupero di queste biorisorse. Il caso del guscio di noce della Ferrero, dove utilizzano gli avanzi di Nutella per creare imballaggi per i suoi cioccolatini, è un esempio di recupero di valore da materie prime molto basse.    

Strategie per il Futuro: Farm to Fork e Circular Economy

In conclusione, Zoboli ha identificato le principali azioni della strategia Farm to fork nella prospettiva del cambiamento climatico e dell’energia, dove un punto critico riguarda il sequestro del carbonio nella silvicoltura e nell’agricoltura, suggerendo la produzione di biogas da letame, residui agricoli e non materiali vergini e colture dedicate. Anche la strategia della biodiversità va nella stessa direzione. La nuova direttiva RES promuove il passaggio a biocarburanti avanzati basati su residui e rifiuti non riutilizzabili e non riciclabili, riducendo al minimo l’uso di colture alimentari e mangimi per la produzione di energia.   

Massimizzare il Potenziale dei Biomateriali nell’UE

C’è un chiaro segnale politico verso la reale opportunità di dare valore alle risorse bio vergini. Il messaggio finale di Zoboli è di non bruciare il valore. Il massimo valore per il biomateriale vergine, anche residui, è il percorso di circolarità materiale non nei percorsi energetici.   

Per saperne di più guarda il video sul nostro canale Youtube o consulta il report finale. 

Francesco Castellano

Francesco Castellano ha conseguito un Master in Business Administration, e ha maturato un'esperienza quasi ventennale nel campo della ricerca, della finanza, della consulenza e del business management. In questo periodo è stato impegnato in diversi tipi di progetti come consulente presso Bain & Company, ha lanciato le attività di Uber a Torino e ha lavorato nel dipartimento FP&A di General E... Continua a leggere

Francesco Castellano ha conseguito un Master in Business Administration, e ha maturato un'esperienza quasi ventennale nel campo della ricerca, della finanza, della consulenza e del business management. In questo periodo è stato impegnato in diversi tipi di progetti come consulente presso Bain & Company, ha lanciato le attività di Uber a Torino e ha lavorato nel dipartimento FP&A di General Electric.

Recentemente ha fondato Tondo, un gruppo di organizzazioni che si occupa di diffondere approcci e concetti di Economia Circolare, e di supportare le aziende nella transizione verso un futuro sostenibile e circolare. Francesco è anche l'ideatore e il coordinatore del Re-think Circular Economy Forum, un format di eventi organizzati in diverse città italiane per presentare le più importanti soluzioni di Economia Circolare.

Francesco è stato ospite di diverse università ed eventi, come l'Università Federico II, l'Università Bocconi, la LIUC - Università Cattaneo, l'Università di Pavia, l'Università di Padova, l'Università Cattolica, la IPE Business School, la 24ORE Business School, Campus Party, Torino Stratosferica, Visionary Days.

Francesco è appassionato di Economia Circolare, Innovazioni Cleantech, Venture Building e Imprenditorialità.