Taranto Circolare – Taranto CirTech premiata da ICESP: quando la circolarità diventa leva di rigenerazione territoriale
Il 25 marzo 2026, a Roma, durante la VIII Conferenza annuale ICESP dedicata a “Le Buone Pratiche ICESP per la transizione circolare”, Tondo ha ricevuto il Premio Buone Pratiche ICESP 2025 nella categoria “Rigenerazione territoriale, natura e sistemi locali” con il progetto Taranto Circolare – Taranto CirTech. Un riconoscimento che va oltre il singolo progetto e che racconta qualcosa di più ampio: un modo di lavorare sui territori che mette al centro connessioni, attivazione e impatto concreto.
Un premio che parla di territorio (e di metodo)
Il premio è stato assegnato a Tondo “per aver generato risultati concreti e misurabili sul territorio, mettendo in rete numerose realtà attive nell’economia circolare della provincia di Taranto e creando una piattaforma di riferimento per imprese, ricercatori e istituzioni”.
Parole che restituiscono bene il cuore del lavoro svolto: non semplicemente sviluppare progetti, ma costruire ecosistemi. Negli ultimi anni, infatti, sempre più spesso si parla di economia circolare in termini strategici e sistemici. Ma trasformare questi principi in pratiche concrete richiede qualcosa in più: capacità di lettura e mappatura del contesto, attivazione degli attori locali, continuità nel tempo.
È proprio in questo spazio che si inserisce il lavoro di Tondo a Taranto.
Taranto: da contesto complesso a laboratorio di innovazione
Taranto è una città che negli ultimi decenni ha vissuto profonde trasformazioni, diventando uno dei simboli delle sfide legate alla transizione industriale, ambientale e sociale. Ma è anche un territorio ricco di competenze, energie e iniziative che spesso restano frammentate.
Da questa consapevolezza nasce Taranto Circolare: una piattaforma pensata per mappare, connettere e dare visibilità alle realtà attive sul territorio nei campi dell’economia circolare, della sostenibilità e della rigenerazione urbana.
Su questa base si è poi innestato Taranto CirTech, un programma di innovazione e sviluppo imprenditoriale che ha permesso di trasformare la mappatura in azione concreta, accompagnando nove startup e progetti innovativi in percorsi di crescita legati alla transizione circolare.
Due strumenti diversi, ma complementari: uno orientato alla lettura e connessione del territorio; l’altro all’attivazione e sviluppo di nuove progettualità. Insieme, contribuiscono a costruire un ecosistema capace di evolvere nel tempo.
Dalla mappa all’azione: cosa significa attivare un ecosistema
Alla base di Taranto Circolare – Taranto CirTech c’è una convinzione chiara: la rigenerazione territoriale funziona quando il territorio viene letto bene, ma soprattutto quando quella lettura si trasforma in azione.
Con Taranto Circolare, Tondo ha lavorato sull’analisi di filiere, flussi e opportunità locali, costruendo una base di conoscenza condivisa. Con Taranto CirTech, questa base è stata trasformata in iniziative concrete, attraverso call per startup e idee innovative, hackathon e momenti di co-progettazione e un programma di accelerazione dedicato a startup deep tech.
L’elemento più innovativo non sta quindi in un singolo strumento, ma nell’integrazione tra conoscenza territoriale, innovazione imprenditoriale e attivazione dell’ecosistema locale.
In questo senso, Taranto Circolare – Taranto CirTech rappresenta un esempio concreto di come l’economia circolare possa diventare leva di sviluppo territoriale, andando oltre la dimensione ambientale per toccare quella economica e sociale.
I risultati ottenuti confermano questa impostazione. Il programma Taranto CirTech ha accelerato 9 startup, attraverso un percorso gratuito del valore stimato di circa 20.000 euro per startup, con premi finali fino a 12.500 euro.
Ma il valore del progetto non si esaurisce nei numeri.
Uno degli impatti più rilevanti riguarda il rafforzamento delle connessioni tra startup, centri di ricerca, imprese, istituzioni e investitori. Un lavoro fondamentale per rendere un territorio più capace di attrarre e sviluppare innovazione. Parallelamente, il progetto ha avuto una forte dimensione di comunicazione, educazione e coinvolgimento, attraverso report e contenuti divulgativi, eventi e momenti di confronto e attività di engagement degli stakeholder locali.
Un insieme di azioni che ha contribuito a diffondere la cultura della circolarità e a rendere più visibili le opportunità di rigenerazione territoriale.
Il quadro nazionale: le buone pratiche ICESP
Il riconoscimento ricevuto da Tondo si inserisce all’interno del lavoro più ampio portato avanti da ICESP – Piattaforma Italiana degli attori per l’Economia Circolare, promossa da ENEA e collegata alla piattaforma europea ECESP. Un’iniziativa che negli anni ha costruito uno spazio di confronto tra istituzioni, imprese, ricerca e società civile, con l’obiettivo di:
– diffondere la conoscenza dell’economia circolare
– valorizzare esperienze concrete
– favorire il dialogo tra stakeholder diversi
Durante la Conferenza è stato presentato anche il nuovo Rapporto ICESP, che restituisce una fotografia aggiornata delle esperienze di economia circolare in Italia.
Il database della piattaforma raccoglie oggi 253 buone pratiche, di cui 245 realizzate sul territorio nazionale, distribuite tra diversi settori e fasi del ciclo di vita dei prodotti. Tra i settori più rappresentati emergono agroalimentare, tessile ed edilizio, mentre le pratiche si concentrano soprattutto nelle fasi di produzione e gestione dei rifiuti.
Il report evidenzia inoltre il ruolo crescente delle biotecnologie circolari, presenti in circa il 30% delle pratiche, a conferma di come innovazione tecnologica e sostenibilità stiano diventando sempre più interconnesse.
Esperienze diverse, una visione condivisa
Accanto a Tondo, il Premio Buone Pratiche ICESP ha riconosciuto realtà molto diverse tra loro, ma accomunate da un elemento chiave: la capacità di rendere concreta e replicabile la circolarità.
Dalla valorizzazione dei materiali tessili con Corertex, agli imballaggi riutilizzabili di Movopack; dai percorsi formativi sui Criteri Ambientali Minimi della Regione Emilia-Romagna, agli strumenti di misurazione della circolarità sviluppati da Matrec; fino al modello territoriale di Let’s Do It! Italy, che integra educazione ambientale e cittadinanza attiva.
Un insieme eterogeneo di esperienze che dimostra come la transizione circolare non abbia un’unica forma, ma possa declinarsi in modi diversi, a seconda dei contesti e degli obiettivi.
Un modello replicabile?
Un aspetto centrale di questa buona pratica è la sua replicabilità. Il modello sviluppato a Taranto si basa infatti su tre elementi chiave:
1. analisi territoriale approfondita;
2. costruzione e attivazione di una rete locale;
3. supporto concreto all’innovazione e all’imprenditorialità;
Tre componenti che, se adattate, possono essere applicate anche in altri contesti urbani e industriali.
In questo senso, Taranto Circolare – Taranto CirTech non è solo un progetto locale, ma un possibile modello di intervento per accompagnare processi di rigenerazione in altri territori.
Oltre il premio: la circolarità come leva di trasformazione
Ogni riconoscimento è un punto di arrivo, ma anche un punto di partenza. Per Tondo, questo premio rappresenta soprattutto un incoraggiamento a proseguire lungo una direzione chiara: lavorare nei territori per attivare connessioni, sviluppare progettualità e generare impatti concreti.
In un momento storico in cui la transizione ecologica richiede approcci sempre più integrati, esperienze come Taranto Circolare – Taranto CirTech mostrano che è possibile costruire percorsi che tengano insieme:
– innovazione e sviluppo economico;
– sostenibilità ambientale;
– coinvolgimento delle comunità locali.
La circolarità, in questa prospettiva, non è solo un modello teorico, ma una pratica che prende forma ogni giorno, attraverso relazioni, competenze e sperimentazioni.
E Taranto continua a rappresentare un laboratorio importante per osservare — e costruire — questa trasformazione.
