Industrie energetiche intensive: il potere dell’economia circolare

Decarbonizzare le industrie ad alta intensità energetica è una delle sfide più complesse della transizione verde europea. Ma, come spiega un nuovo studio del Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea, la chiave non è soltanto cambiare l’energia: è ripensare i materiali.


Il rapporto “Capturing the potential of the circular economy transition in energy-intensive industries” (2025) mostra che un approccio circolare può quasi raddoppiare la riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2050 rispetto a una strategia di sola decarbonizzazione energetica.

Economia circolare e decarbonizzazione: due percorsi che si rafforzano

L’economia circolare nei settori ad alta intensità energetica, come acciaio, alluminio, cemento e plastica, può generare fino a 230 milioni di tonnellate di CO₂ risparmiate ogni anno entro il 2050.


Le strategie basate su riduzione, riuso e recupero non solo tagliano le emissioni, ma riducono anche la dipendenza europea da materie prime e combustibili fossili importati.


Secondo lo studio: 8,7% di consumo di carbone,−7% di gas naturale, e +30 miliardi di euro nella bilancia commerciale dell’UE.

Un beneficio ambientale, economico e geopolitico allo stesso tempo.

I tre pilastri della circolarità industriale

Il report del JRC identifica tre pilastri fondamentali:


Ridurre (Reduce) – ottimizzare i processi e diminuire la domanda di materiali primari;

Riusare (Reuse) – estendere la vita utile di prodotti e componenti;

– (Recover) – massimizzare quantità e qualità del riciclo.


Applicate in sinergia, queste strategie rendono i cicli industriali più efficienti e resilienti.

Esempi di quattro settori, quattro laboratori di transizione

1. Acciaio: qualità del rottame e design per il riciclo

Con oltre 120 milioni di tonnellate prodotte ogni anno, l’acciaio è un pilastro dell’industria europea e una delle fonti principali di emissioni.
Le strategie più efficaci per ridurre l’impatto sono migliorare la qualità del rottame metallico e progettare prodotti facili da smontare.

Esempi virtuosi:

– acciai leggeri per edilizia e trasporti;

– sistemi di smontaggio dei veicoli per preservare la purezza delle leghe;

– acciaierie elettriche alimentate da rottame di alta qualità, come HYBRIT (Svezia) e Salzgitter SALCOS (Germania), che uniscono idrogeno verde e circolarità.


2. Alluminio: recuperare meglio, produrre meno

L’alluminio è già uno dei materiali più riciclati, ma resta estremamente energivoro nella produzione primaria.
Secondo il JRC, un aumento del 5% dell’efficienza produttiva e una riduzione degli scarti pre-consumo potrebbero abbattere significativamente consumi ed emissioni.

Esempi virtuosi:
– rifusione in recycling hubs regionali;

– separazione avanzata delle leghe con sensoristica ottica;

– design modulare che facilita il riuso.

Per un confronto interessante con un altro settore dei materiali, vedi il nostro approfondimento su Biodegradabili certificati: funzionano davvero?


3. Cemento e calcestruzzo: la rivoluzione dei “cement fines”

Il cemento è responsabile di circa l’8% delle emissioni globali.
L’uso di materiali cementizi supplementari (SCMs) e il riciclo fine del calcestruzzo demolito (cement fines) rappresentano la frontiera della sostenibilità nel settore.

Esempi virtuosi:

– demolizione selettiva con audit dei materiali;

– collaborazione tra imprese di costruzione e impianti CDW (Construction & Demolition Waste);

– sostituzione del clinker con argille calcinanti o sottoprodotti industriali.

Queste pratiche si collegano direttamente ai principi della bioeconomia circolare, dove scarti e sottoprodotti diventano nuove risorse produttive.


4. Plastica: dalla dipendenza fossile al riciclo avanzato

Con un potenziale di 84 milioni di tonnellate di CO₂ risparmiate ogni anno, la plastica è il settore con il maggiore margine di miglioramento.

Le priorità individuate dallo studio:

1. ridurre la plastica vergine,

2. progettare per il riciclo,

3. sviluppare tecnologie di riciclo chimico per polimeri complessi,

4. introdurre tasse sull’incenerimento e incentivi per l’uso di materiali riciclati.

Queste misure aiutano a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e rafforzano l’autonomia strategica europea.

Le politiche che abilitano la transizione circolare

Il JRC propone sette leve per accelerare la circolarità industriale:

1. Incentivi economici e tasse su materie prime vergini;

2. Green Public Procurement per creare domanda di prodotti riciclati;

3. Investimenti in ricerca e innovazione;

4. Ecodesign e passaporti digitali;

5. Responsabilità estesa del produttore (EPR);

6. Standard di prestazione per nuovi materiali;

7. Partnership e consapevolezza di filiera.

Oltre la decarbonizzazione: un’economia più resiliente

Il messaggio del report è chiaro: la circolarità può quasi raddoppiare le riduzioni di emissioni rispetto alla sola decarbonizzazione energetica.
Ma c’è di più, le strategie circolari aumentano la resilienza industriale, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e creando valore locale.


Per ogni euro investito, la circolarità restituisce fino a 26 volte più benefici ambientali rispetto ai costi. È un’economia intelligente, che unisce sostenibilità e competitività.

La visione di TONDO

Per TONDO, che lavora ogni giorno su innovazione e progetti circolari, il rapporto del JRC rappresenta una conferma: la transizione energetica non basta senza una transizione materiale.


Le industrie più energivore possono diventare i motori della nuova economia europea se adottano modelli basati su efficienza, riciclo e collaborazione.
La circolarità non è solo una soluzione tecnica, ma una scelta strategica per un futuro europeo più autonomo, sostenibile e prospero.

Francesco Castellano

Francesco Castellano è un esperto leader aziendale e stratega con oltre 20 anni di esperienza nel campo della ricerca, della finanza, della consulenza e dell'imprenditoria. Ha ricoperto ruoli di grande impatto, tra cui quello di consulente presso Bain & Company, l'avvio delle attività di Uber a Torino e il ruolo di amministratore delegato di una start-up svizzera. Negli ultimi anni, France... Continua a leggere

Francesco Castellano è un esperto leader aziendale e stratega con oltre 20 anni di esperienza nel campo della ricerca, della finanza, della consulenza e dell'imprenditoria. Ha ricoperto ruoli di grande impatto, tra cui quello di consulente presso Bain & Company, l'avvio delle attività di Uber a Torino e il ruolo di amministratore delegato di una start-up svizzera.

Negli ultimi anni, Francesco Castellano ha fondato Tondo, un hub di organizzazioni dedicate a promuovere approcci di Economia Circolare e a sostenere le aziende nella transizione verso pratiche sostenibili e circolari. È anche l'ideatore e il coordinatore del Forum Re-think Circular Economy, un evento di alto profilo che si svolge in tutta Italia per presentare soluzioni innovative di Economia Circolare.

Francesco Castellano collabora con le istituzioni europee, in qualità di esperto per l'iniziativa Circular Cities and Regions della Commissione europea e di mentore di startup nell'ambito del New European Bauhaus Booster Program dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT). Grazie a questi ruoli, sostiene attivamente lo sviluppo e la scalabilità delle imprese dell'economia circolare in tutta Europa.

È anche un ricercato oratore e conferenziere, che condivide la sua esperienza in materia di economia circolare, innovazione e imprenditorialità presso università ed eventi internazionali. Francesco Castellano ha conseguito certificati di formazione per dirigenti presso prestigiose istituzioni come il MIT, Harvard e l'Università della Virginia, consolidando ulteriormente le sue credenziali in materia di strategia, sostenibilità e innovazione.

Francesco Castellano, che parla correntemente italiano, inglese e spagnolo, unisce le sue diverse competenze alla passione per l'economia circolare, le innovazioni cleantech e l'imprenditorialità. Il suo solido background in strategia aziendale, sostenibilità, sviluppo dell'innovazione e finanza gli consente di guidare un cambiamento d'impatto in ogni iniziativa che intraprende.