Venture building ed economia circolare  

Negli ultimi anni l’economia circolare è diventata un punto fermo nel dibattito su sostenibilità, innovazione e competitività. Imprese, istituzioni e investitori riconoscono sempre più la necessità di ridurre la dipendenza da risorse vergini, ripensare i modelli produttivi e progettare sistemi capaci di rigenerare valore nel tempo. Tuttavia, nonostante la crescita di progetti pilota e sperimentazioni, molte soluzioni circolari faticano ancora a scalare


Il limite non è solo tecnologico o normativo. È soprattutto imprenditoriale.
Ed è qui che il venture building emerge come una leva strategica per trasformare l’innovazione circolare in imprese capaci di stare sul mercato.

Perché l’economia circolare fatica a diventare impresa

Secondo la Ellen MacArthur Foundation, la transizione verso un’economia circolare richiede un cambiamento profondo non solo nei prodotti, ma soprattutto nei modelli di business e nelle catene del valore (Completing the Picture, 2019). Tuttavia, molte iniziative circolari si scontrano con ostacoli ricorrenti:


– modelli economici complessi e spesso non immediatamente redditizi

– necessità di coordinare più attori lungo la filiera

– costi iniziali elevati e ritorni diluiti nel tempo

– incertezza normativa e di mercato

– carenza di competenze imprenditoriali dedicate


Anche l’OECD sottolinea come la mancanza di modelli di business solidi e replicabili rappresenti uno dei principali freni alla diffusione dell’economia circolare (Business Models for the Circular Economy, 2020).


In questo contesto, la circolarità rischia di rimanere confinata a iniziative sperimentali, senza generare un cambiamento sistemico. La vera sfida non è solo progettare soluzioni circolari, ma costruire imprese capaci di trasformarle in modelli di business scalabili.

Che cos’è il venture building 


Il venture building è un approccio all’innovazione che va oltre incubatori e acceleratori tradizionali.
Un venture builder non si limita a supportare startup già esistenti, ma partecipa attivamente alla creazione di nuove imprese, occupandosi di:


– individuazione di problemi reali e opportunità di mercato

– validazione delle soluzioni

– costruzione del team

– definizione del modello di business

– sviluppo del go-to-market


A differenza degli acceleratori, che lavorano su startup già avviate, il venture building opera a monte, riducendo il rischio e aumentando le probabilità di successo nel lungo periodo. Questo approccio è sempre più diffuso in settori complessi come energia, mobilità, materiali e, in modo crescente, economia circolare. 

Perché il venture building è particolarmente adatto alla circolarità 

L’economia circolare presenta caratteristiche che rendono il venture building uno strumento particolarmente efficace.


1. La circolarità è sistemica

Le soluzioni circolari raramente coinvolgono un singolo attore. Richiedono collaborazione lungo la filiera, infrastrutture dedicate, logistica inversa e nuovi servizi. Il venture building consente di progettare imprese nate per operare in ecosistemi complessi, non come entità isolate.


2. I modelli di business devono essere testati

Product-as-a-service, sharing, remanufacturing, second life: sono modelli che vanno validati sul campo. Il venture building permette sperimentazioni rapide, iterazioni continue e adattamenti progressivi, riducendo il rischio di fallimento.


3. Impatto ed economia devono crescere insieme

La Commissione Europea evidenzia come la transizione circolare richieda imprese capaci di coniugare sostenibilità ambientale e solidità economica (EU Circular Economy Action Plan, 2020). Il venture building lavora proprio su questo equilibrio.

Dal problema circolare alla nuova impresa

Un percorso di venture building in ambito circolare parte quasi sempre da un problema concreto, come:

– inefficienze lungo la catena del valore

– flussi di scarto non valorizzati

– materiali critici difficili da recuperare

– prodotti progettati per una vita utile troppo breve


Il processo segue alcune fasi chiave:

– monitoraggio delle performance economiche e ambientali

– analisi del problema e del contesto di mercato

– validazione della soluzione circolare

– definizione del modello di business

– costruzione della nuova venture


In tutte queste fasi, la misurazione della circolarità diventa centrale: senza dati affidabili è impossibile prendere decisioni informate, attrarre investimenti o dimostrare il valore generato.

Il ruolo della misurazione e dei dati

Negli ultimi anni sono emersi framework internazionali che sottolineano l’importanza di misurare la circolarità in modo strutturato. Il Global Circularity Protocol for Business del WBCSD, ad esempio, propone indicatori condivisi per misurare, gestire e comunicare la performance circolare delle imprese.


La misurazione supporta il venture building perché permette di:

– valutare la fattibilità di nuove iniziative

– identificare hotspot e opportunità di miglioramento

– monitorare l’evoluzione del modello di business

– comunicare risultati in modo trasparente a investitori e stakeholder

Il contributo di Tondo: strumenti e venture building circolare

Tondo opera all’intersezione tra innovazione circolare, misurazione e venture building, supportando imprese e organizzazioni nella trasformazione delle idee in iniziative concrete.


Strumenti di misurazione della circolarità


Tondo utilizza metodologie riconosciute a livello nazionale e internazionale per misurare la circolarità di prodotti, aziende e territori. Tra queste:


Material Circularity Indicator della Ellen MacArthur Foundation per i prodotti

UNI/TS 11820 per la misurazione della circolarità aziendale

– un tool avanzato che integra ISO 59020 e Circulytics, combinando analisi quantitativa e valutazione strategica


Questi strumenti consentono di trasformare i dati in decisioni imprenditoriali, elemento chiave nei percorsi di venture building.


AI Circular Venture Sprint

Per accelerare la nascita di nuove imprese circolari, Tondo ha lanciato l’AI Circular Venture Sprint, un percorso intensivo di 2–3 mesi che combina:

– analisi dei problemi circolari

– utilizzo dell’intelligenza artificiale

– validazione rapida dei modelli di business

– sviluppo di nuove venture pronte per il mercato


Tool di circolarità + AI

Tondo ha inoltre avviato un pilot che integra tool di misurazione e intelligenza artificiale, selezionando un numero limitato di aziende per testare come i dati sulla circolarità possano guidare roadmap strategiche e nuove iniziative imprenditoriali.

Il ruolo delle imprese e dei territori

Il venture building circolare non riguarda solo startup indipendenti. Sempre più spesso coinvolge imprese consolidate, filiere industriali e territori che vogliono valorizzare risorse locali e ridurre sprechi sistemici.


Come evidenziato anche dalla Ellen MacArthur Foundation, la collaborazione tra attori è una delle leve fondamentali per scalare la circolarità e generare impatto reale.

Conclusione

La transizione verso un’economia circolare non si realizzerà solo attraverso politiche pubbliche o progetti pilota. Avrà successo se sapremo costruire nuove imprese capaci di operare sul mercato, generare valore economico e ridurre gli impatti ambientali.


Il venture building rappresenta una delle leve più promettenti per trasformare la circolarità da visione a realtà. In questo percorso, strumenti di misurazione affidabili, dati strutturati e approcci come quelli sviluppati da Tondo sono elementi chiave per rendere l’innovazione circolare concreta, scalabile e duratura.

Francesco Castellano

Francesco Castellano è un esperto leader aziendale e stratega con oltre 20 anni di esperienza nel campo della ricerca, della finanza, della consulenza e dell'imprenditoria. Ha ricoperto ruoli di grande impatto, tra cui quello di consulente presso Bain & Company, l'avvio delle attività di Uber a Torino e il ruolo di amministratore delegato di una start-up svizzera. Negli ultimi anni, France... Continua a leggere

Francesco Castellano è un esperto leader aziendale e stratega con oltre 20 anni di esperienza nel campo della ricerca, della finanza, della consulenza e dell'imprenditoria. Ha ricoperto ruoli di grande impatto, tra cui quello di consulente presso Bain & Company, l'avvio delle attività di Uber a Torino e il ruolo di amministratore delegato di una start-up svizzera.

Negli ultimi anni, Francesco Castellano ha fondato Tondo, un hub di organizzazioni dedicate a promuovere approcci di Economia Circolare e a sostenere le aziende nella transizione verso pratiche sostenibili e circolari. È anche l'ideatore e il coordinatore del Forum Re-think Circular Economy, un evento di alto profilo che si svolge in tutta Italia per presentare soluzioni innovative di Economia Circolare.

Francesco Castellano collabora con le istituzioni europee, in qualità di esperto per l'iniziativa Circular Cities and Regions della Commissione europea e di mentore di startup nell'ambito del New European Bauhaus Booster Program dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT). Grazie a questi ruoli, sostiene attivamente lo sviluppo e la scalabilità delle imprese dell'economia circolare in tutta Europa.

È anche un ricercato oratore e conferenziere, che condivide la sua esperienza in materia di economia circolare, innovazione e imprenditorialità presso università ed eventi internazionali. Francesco Castellano ha conseguito certificati di formazione per dirigenti presso prestigiose istituzioni come il MIT, Harvard e l'Università della Virginia, consolidando ulteriormente le sue credenziali in materia di strategia, sostenibilità e innovazione.

Francesco Castellano, che parla correntemente italiano, inglese e spagnolo, unisce le sue diverse competenze alla passione per l'economia circolare, le innovazioni cleantech e l'imprenditorialità. Il suo solido background in strategia aziendale, sostenibilità, sviluppo dell'innovazione e finanza gli consente di guidare un cambiamento d'impatto in ogni iniziativa che intraprende.